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01/08/2018

AUTISTI TUNDO SIT-IN CONTRO IL COMUNE

La Repubblica - Stefano Parola

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Stamattina i dipendenti della Tundo torneranno ancora una volta in piazza, davanti al municipio di Torino. I lavoratori del trasporto disabili questa volta non si limiteranno a denunciare il ritardo con cui la loro ditta versa gli stipendi.
La protesta servirà anche a smuovere il Comune: «Sia la Città a pagarci gli stipendi». pagina IV Stamattina i lavoratori della Tundo torneranno ancora una volta in piazza, davanti al municipio di Torino. Autisti e accompagnatori che si occupano del trasporto di persone disabili questa volta non si limiteranno a denunciare il ritardo con cui la loro ditta versa gli stipendi. La protesta servirà anche a smuovere il Comune: «La Città, senza fornire motivazioni, non ha applicato nei nostri confronti l'articolo del codice appalti che prevede di pagare direttamente le retribuzioni arretrate ai lavoratori delle aziende inadempienti», spiega un gruppo di dipendenti torinesi in una lettera inviata a Repubblica.
La loro vicenda dura da tempo: «È da un anno e mezzo che la Tundo tentenna nel pagare gli stipendi», racconta Daniele Fiore, sindacalista della Uil Trasporti. E spiega: «Oggi stesso (ieri, ndr) ha inviato una comunicazione in cui assicura che avrebbe versato la mensilità di maggio e si scusa con i lavoratori per il disagio». Il fatto è che i dipendenti non ce la fanno più: «Abbiamo famiglie, figli piccoli da mantenere, mutui da pagare che ci erano stati concessi sulla base del lavoro a tempo indeterminato e, a oggi, ci ritroviamo a cercare di capire cosa mettere in tavola la sera», scrive il gruppo di autisti e accompagnatori. Descrivono una situazione molto complicata: «Alcuni di noi hanno preso alcuni mesi di aspettativa, altri mesi di mutua per depressione, ansia e attacchi di panico. A oggi è rimasta quasi la metà degli autisti. Una situazione che porta, non certo per nostro volere, a una serie di disservizi che si ripercuotono anche in maniera significativa sugli utenti.
Tuttavia, anche le loro segnalazioni vengono evase dall'amministrazione con un laconico "ci stiamo lavorando" che non si traduce mai, però, sul piano concreto».
La Tundo gestisce il trasporto disabili per conto del Comune e a Torino ha circa 150 dipendenti.
Una norma del codice appalti permetterebbe alla Città di pagare direttamente gli stipendi ai lavoratori, scalandoli poi da quanto deve versare all'azienda che gestisce il servizio. È un'ipotesi che la giunta Appendino, in effetti, sta seriamente prendendo in considerazione: «In queste settimane abbiamo incontrato spesso sia i lavoratori sia l'azienda, che negli ultimi tempi è stata piuttosto latitante. Stiamo valutando la possibilità di pagare direttamente i dipendenti della Tundo. Siamo consapevoli che queste persone stanno continuando a erogare un servizio solo per grande senso di responsabilità, perché le condizioni in cui versano sono critiche», spiega l'assessora all'Istruzione Federica Patti.
La gara d'appalto scadrà a inizio 2019 e la Città sta valutando come agire. «Nel mese di maggio, durante una riunione con l'assessora ai Trasporti, si è ventilata l'ipotesi di affidare il servizio a Gtt. Alla domanda posta da un utente preoccupato degli autisti è stato risposto che "rimarranno a spasso"». È una circostanza che Maria Lapietra, titolare della delega ai Trasporti nella giunta Appendino, nega: «Mai detto né pensato nulla del genere. Stiamo anzi lavorando al nuovo bando per risolvere la questione. Sarà suddiviso in lotti: uno legato all'istruzione, un altro al welfare e un altro al trasporto pubblico. Quest'ultimo rappresenta una porzione molto piccola, di 6-7 pulmini, e stiamo cercando di capire se far gestire il servizio da Gtt».

Foto: Soldi col contagocce L'azienda Tundo che cura il trasporto disabili a Torino sta pagando gli stipendi con ritardo. In questi giorni avrebbe saldato maggio

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