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11/11/2019

AURONZO/SANTO STEFANO La gara d’appalto per l’affi…

Il Gazzettino

«LA SALUTE HA DELLE PRIORITÀ E DEI COSTI MA NEL CAPITOLATO NON VENGONO RISPETTATI»
AURONZO/SANTO STEFANO
La gara d'appalto per l'affidamento quinquennale del servizio di gestione del Punto di primo intervento dell'ospedale di Auronzo non s'ha da fare. A chiederlo, lanciando un appello al ministro della sanità affinché l'approvazione della gara sia fermata, è Roger De Bernardin, capogruppo di minoranza all'interno del Consiglio comunale di Santo Stefano, che del diritto alla sanità pubblica e di qualità anche in montagna ha fatto un cavallo di battaglia della propria agenda politico-amministrativa. «Come si nota dal capitolato della gara d'appalto esordisce il leader di R-esistere ci sono il massimo ribasso e il subappalto. Un servizio di questa tipologia non può essere considerato sanità. La salute ha delle priorità e dei costi che non devono esercitare pressioni sul bilancio». Da qui l'appello al titolare del dicastero di Rione Trastevere, Roberto Speranza, per stoppare l'iter finalizzato all'esternalizzazione, ritenuta dall'azienda socio-sanitaria bellunese l'unica soluzione, al momento, di fronte alla mancanza di medici specializzati. Una giustificazione che non va giù a De Bernardin.
L'ALTERNATIVA
«Creiamo spiega le condizioni in modo tale che i dottori e le dottoresse possano venire in montagna». E una strada percorribile potrebbero essere le agevolazioni e la foresteria per chi sceglie di esercitare nelle terre alte nonché la rotazione dei medici con la pianura. «Questi continua De Bernardin sono elementi di civiltà sociale da esercitare nell'esercizio delle gestioni sanitarie. Non possiamo perdere i servizi pubblici, perché questo non è che l'inizio di un processo che porterà a dover scegliere se rivolgersi a strutture private o ad ospedali svuotati di professionisti e di qualità dei servizi».
IL TREND
Il capogruppo non nutre alcun dubbio sulla piega che ha preso il settore sanitario. «Ormai la sanità eccellente si trova solo nelle cliniche, non a caso chiamate ville sostiene il consigliere comunale comeliano o nei centri di medicina onnicomprensivi di tutti gli specialisti e con macchinari ultra moderni, dove i tempi si riducono notevolmente in funzione di una cura più aggressiva ad ogni tipo di malattia. Ed aspettiamo che i centri di riabilitazione facciano la stessa fine. Gli anziani diventano business e le malattie convenzioni che poi i cittadini pagano sotto forma di quote che la Regione gira alle strutture. Basta osservare quanto accaduto agli ospedali di Cortina e al centro di Misurina». Per Roger De Bernardin l'imperativo è «non arrendersi a ciò che la politica definisce irreversibile».
LA BATTAGLIA
«È compito delle comunità locali difendere e progettare il proprio futuro e il territorio che deve avere un'idea di gestione dei servizi analizzando i cambiamenti nei prossimi 20/30 anni conclude . Faccio appello a chi crede di essere un cittadino con diritti e doveri. Essere individui non basta per fare comunità: lo sono la condivisione e il non essere indifferente verso problemi che, prima o poi, entrano nella vita quotidiana di ciascuno». Di quanto sta accadendo e della richiesta, motivata, espressa al ministro Speranza, Roger De Bernardin ha informato anche i propri referenti a Venezia, Roma e Strasburgo, cioè rispettivamente Piero Ruzzante, Roger De Menech ed Alessandra Moretti.
Yvonne Toscani