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15/01/2021

«Aumentare la sicurezza e i controlli sugli appalti»

QN - La Nazione

LA SPEZIA Formazione e sensibilizzazione sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, potenziamento dei controlli da parte degli enti preposti, soprattutto nella filiera degli appalti e dei subappalti. E' questa la via maestra da seguire, secondo i sindacati, per invertire la tendenza alla crescita di un fenomeno che neppure la pandemia, con il pesante impatto sulle attività produttive, ha minimamente scalfito. «Oltretutto - osserva Marco Furletti, coordinatore provinciale Uil - le cifre ufficiali non rispecchiano compiutamente la realtà: come sindacato sappiano che non tutti i lavoratori sono disposti, in caso di contagio da covid in azienda, a richiedere il riconoscimento dell'infortunio professionale nel timore di dover pagare nell'immediato pesanti tagli di stipendio. L'indennità Inail arriva dopo 35-40 giorni, una situazione di cui i nostri patronati sono ben consapevoli e per questo consigliano i lavoratori di chiedere all'Inail, ogni 20 giorni, almeno un acconto sulle cifre spettanti. Le aziende disposte ad anticipare l'importo per conto dell'Inail ormai sono pochissime. Situazioni che abbiamo avuto modo di toccare con mano anche in occasione del recente presidio degli Oss. I lavoratori preferiscono non aprire la pratica Inail per evitare anche la beffa di restare per qualche mese senza stipendio». «La crescita degli infortuni sul lavoro - aggiunge Furletti - per fortuna non è generalizzata, nelle grandi aziende c'è maggiore sensibilità. In porto, che è il settore che seguo più da vicino, per esempio c'è stata una significativa riduzione. In questo senso è importante che il decreto legislativo che disciplina la materia, recepito nel contratto di lavoro, abbia introdotto figura del delegato alla sicurezza che si aggiunge ai rappresentanti Rls. Purtroppo oggi alla formazione sono dedicate solo poco ore l'anno e andrebbero implementate, specie nel caso di manodopera straniera oppure nella catena degli appalti e dei subappalti. Sarebbe necessario anche potenziare gli organismi preposti ai controlli, a cominciare dall'Asl. Così come quelli dell'Ispettorato del lavoro, col quale abbiamo peraltro instaurato ottimi rapporti di collaborazione. Non solo. Ci sono da colmare carenze in fatto di dotazioni, che richiederebbero maggiori verifiche e servirebbe uno sforzo maggiore da parte dei ministeri competenti. Dove i controlli sono minori si rischia di agevolare comportamenti inadempienti da parte delle aziende, soprattutto quelle fuori dall'associazionismo datoriale, Confindustria o organizzazioni dell'artigianato. Dove questa tutela non c'è, spesso troviamo autentici muri». Che la sicurezza dei lavoratori sia un'emergenza prioritaria lo conferma anche Antonio Carro, segretario generale della Cisl spezzina: «Sul fronte Covid - dice - con la prima ondata abbiamo faticato moltissimo a gestire l'emergenza, abbiamo comunque potuto contare sul tavolo con la Prefettura e dopo una difficile prima fase, le aziende si sono attrezzate al meglio. Poi è arrivata la seconda ondata, da cui non siamo ancora fuori. Ora sono fondamentali il monitoraggio, la comunicazione urgente e la mappatura della catena del contagio. Covid a parte, gli infortuni e le morti sul lavoro restano un'emergenza gravissima, soprattutto nel caso di filiere lunghe che passano attraverso appalti e subappalti. Nonostante gli sforzi, resta da fare ancora molto specie sul fronte della formazione, che è il vero punto di partenza. Guai a mollare ora». Franco Antola © RIPRODUZIONE RISERVATA