scarica l'app
MENU
Chiudi
08/08/2020

AUMENTANO LE RICHIESTE PER LE CASE ATC, MA GLI ALLOGGI NON BASTANO

Il Giornale del Piemonte e della Liguria - Gianni Giretti

PIEMONTE
■ È trascorsa poco più di una settimana dal rapporto che l'assessore regionale alle Politiche della Casa Chiara Caucino ha presentato durante una riunione in Prefettura al cospetto del prefetto Claudio Palomba, del sindaco Appendino, del vicesindaco e del questore di Torino e dei funzionari dell'Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte sul tema dell'occupazione abusiva degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, e ieri, giovedì 6 agosto, il vicesindaco e assessore al Welfare di Torino Sonia Schellino ha rilasciato dei dati ulteriormente preoccupanti. Su un totale di 6.791 domande inviate per ottenere una casa popolare a Torino, nel 2020, solamente 724 potranno essere realmente soddisfatte, vale a dire poco più del 10%. «Al 19 febbraio 2018, il bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare presentava 4.477 domande». a pagina 3 ■ È trascorsa poco più di una settimana dal rapporto che l'assessore regionale alle Politiche della Casa Chiara Caucino ha presentato durante una riunione in Prefettura al cospetto del prefetto Claudio Palomba, del sindaco Appendino, del vicesindaco e del questore di Torino e dei funzionari dell'Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte sul tema dell'occupazione abusiva degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, e ieri, giovedì 6 agosto, il vicesindaco e assessore al Welfare di Torino Sonia Schellino ha rilasciato dei dati ulteriormente preoccupanti. Su un totale di 6.791 domande inviate per ottenere una casa popolare a Torino, nel 2020, solamente 724 potranno essere realmente soddisfatte, vale a dire poco più del 10%. «Al 19 febbraio 2018, il bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare presentava 4.477 domande. L'anno successivo, il 27 settembre, il numero è salito a 6.791 - ha spiegato in commissione consiliare Sanità e Servizi Sociali la Schellino -. Il 10 febbraio 2020 gli aventi diritto erano solo 724». A causa della scarsezza di case popolari a disposizione, soltanto chi ha totalizzato il massimo di dodici punti in occasione del bando potrà ricevere in assegnazione con certezza un alloggio dall'ATC, da cui arriva la conferma definitiva che «Chi ha un punteggio inferiore non può sperare di avere la casa entro tempi brevi». Questa dichiarazione segna il destino di centinaia di famiglie che dovranno restare ad attendere in graduatoria. Alla domanda della consigliere di minoranza Deborah Montalbano su quante sono di preciso le famiglie in attesa, la vicesindaco non offre alcuna risposta, proseguendo invece: «Servono più case popolari. Nell'ultimo periodo ATC ha iniziato ad accelerare le procedure di ristrutturazione per assegnare più alloggi possibile. A partire dall'autunno andremo a regime, con un minimo di 40 alloggi assegnati al mese. Ne abbiamo un bisogno disperato. La media di quaranta al mese funziona perché ci riporta sul trend di 500 case all'anno, ma quest'anno ci serve anche di più». La situazione, nel complesso, si può comprendere meglio prendendo in considerazione che nel 2019 erano stati messi a disposizione in totale 339 alloggi, mentre nella prima metà di quest'anno appena 48. Si può anche capire, quindi, che in questo contesto il problema dell'occupazione abusiva di 117 abitazioni popolari risulta di particolare gravità e, sebbene l'occupazione da parte di famiglie è in aumento a causa della crisi, si va a toccare anche la questione sicurezza. Nel corso di un normale controllo in conseguenza ad una segnalazione di occupazione, per esempio, gli agenti della Polizia Municipale hanno scoperto in un appartamento in corso Grosseto la cifra enorme di 21,45 chilogrammi di marijuana e 201 grammi di hashish conservati in sacchi per la spazzatura. I quattro uomini, apparentemente europei, che occupavano l'abitazione si sono dati alla fuga spalancando la porta all'improvviso e travolgendo gli agenti che all'interno hanno rinvenuto anche bilance di precisione e attrezzi atti al confezionamento delle sostanze stupefacenti. I fenomeni di questo genere sono sempre più frequenti a causa del vuoto lasciato dalla pandemia, durante la quale molti "sciacalli", come li aveva definiti il consigliere comunale Silvio Magliano, si sono stabiliti illegalmente in alloggi dell'Agenzia Territoriale per la Casa che non è sempre riuscita a tenere la sorveglianza adeguatamente alta.

Foto: SISTEMA IN CRISI Nel 2019 gli alloggi messi a disposizione erano 339, quest'anno nella prima metà sono appena 48