scarica l'app
MENU
Chiudi
23/04/2020

Attenzione alla criminalità È allerta nella fase di ripresa

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PREFET TURA RIUNIONE DEL COMITATO PROVINCIALE PER L'ORDINE E LA SICUREZZA PUBBLICA
l Il timore che la «fase 2» dopo l'emergenza sanitaria si trasformi in un'occasione per la criminalità di «rialzare la testa» ha dominato, ieri, a Potenza, il vertice tenutosi in Prefettura a Potenza. Emergenza Epidemiologica da Covid-19, prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali e forme di illegalità connesse alla ripresa economica, in particolare, con riguardo alla prevenzione amministrativa antimafia sono stati infatti i temi al centro della Conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, presieduta dal Prefetto di Potenza Annunziato Vardè. Al vertice hanno partecipato il Presidente della Regione Basilicata, il Procuratore Distrettuale della Repubblica di Potenza, il Prefetto di Matera, i Presidenti delle Province di Potenza e Matera, i sindaci dei Comuni di Potenza e Matera, i Questori di Potenza e Matera, il Comandante Legione Carabinieri Basilicata, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, il Comandante Regionale Carabinieri Forestale e i Comandanti Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Potenza e Matera, del Presidente dell'Anci di Basilicata, il Capo Centro Dia di Bari. Nell'incontro - in linea con la direttiva del Ministro dell'Interno del 10 aprile e nell'ottica della "ripartenza in sicurezza", atteso che la Basilicata, secondo le previsioni, dovrebbe essere una delle prime Regioni interessate dalla fine del lockdown sono state esaminate le criticità connesse alla ripresa delle attività economiche, sia in termini di disagio sociale che di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminosi e di ogni forma di illegalità, con particolare riguardo alla prevenzione amministrativa antimafia. In particolare, preso atto che le rigorose misure disposte sia dal Governo centrale che dalle autorità regionali hanno permesso di contenere notevolmente la diffusione del contagio da Covid-19 in Basilicata, sono state esaminate le misure di sostegno già attivate ed in programma per le famiglie, quali bonus alimentari e Social Card regionale e i contributi e le garanzie di finanziamento per le imprese in genere. A tal riguardo sono stati valutati i rischi connessi sia alla distribuzione in maniera non oggettiva dei predetti bonus alimentari e degli aiuti previsti dalla Social Card nonché il pericolo concreto che la criminalità organizzata si insinui nel flusso di denaro - di cui al decreto «Cura Italia» - che sarà destinato per il rilancio delle piccole, medie e grandi imprese lucane. Nella riunione, inoltre, sono stati raccolti suggerimenti per ottimizzare l'attività info-investigativa, sia in termini di prevenzione che di contrasto ad ogni forma di illegalità, con un mirato focus sul rischio di infiltrazioni mafiose nelle attività connesse alla ripresa economica, quali il settore degli appalti pubblici (es. gestione e approvvigionamento materiale sanitario), la filiera agro-alimentare, il comparto turistico-alberghiero e di ristorazione. Per prevenire il rischio usura per le famiglie e per gli operatori economici, è già stato convocato l'Osservatorio Antiusura. Il Prefetto, in conclusione dei lavori, evidenziando la necessità di contemperare l'esigenza della celerità dell'erogazione delle varie forme di sostegno con il rigoroso monitoraggio dei requisiti dei destinatari, ha ringraziato i presenti per la collaborazione e l'impegno, confermando che la sinergia di tutti gli attori istituzionali costituisce la garanzia per assicurare la maggiore sicurezza possibile per la "Fase 2" e ha preannunciato che per l'attuazione delle varie intese saranno predisposti specifici piani operativi. In una regione come la Basilicata, dove i contagi continuano ad essere molto contenuti, e dove si punta alla ripresa in sicurezza del settore automobilistico, con lo stabilimento di Melfi della Fca, dell'agricoltura (che non si è mai fermata del tutto) e degli altri comparti economici, il prefetto Vardè ha sollecitato una «azione di intelligence» per individuare settori produttivi e aree dove il rischio di infiltrazione criminale è più grosso.