scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
20/08/2021

Ats non rinnova l’appalto e il 118 resta senza benzina

La Nuova Sardegna - di Claudio Zoccheddu

Il servizio era affidato ad una coop. Fermi i mezzi dell'emergenza-urgenza i malanni della sanità
di Claudio ZocchedduwSASSARIUna parte del servizio di emergenza-urgenza è fermo ai box da quattro giorni. Immobile, nonostante la pandemia. La colpa non è del solito guasto tecnico, e nemmeno dell'atavica carenza di personale. Il motivo è molto più banale: le ambulanze e le automediche, divenute di proprietà dell'Ats al termine dell'appalto con la coop che gestiva il servizio, sono senza benzina. O, meglio, non possono rifornire perché nessuno ha preparato le nuove schede per il carburante necessarie per riempire i serbatoi. Dietro al pit-stop forzato dei mezzi del 118 che coprivano una buona parte del Sassarese c'è una serie di coincidenze che, forse, sono diventate insormontabili anche per colpa del calendario. Una gran parte della storia si è sviluppata attorno all'agognata pausa di Ferragosto che, evidentemente, è bastata a mandare in tilt un sistema importantissimo, che funzionava dal 2012, e a bloccare nei parcheggi dell'Ats tra le 30 e le 40 vetture (tra cui le ambulanze medicalizzate distribuite in varie Assl) oltre al centinaio di autisti necessari per il funzionamento del servizio. La vicenda. Per il momento i contorni del caso sono abbastanza sfumati e chiedere lumi all'Ats, o dall'Areus (l'azienda regionale che coordina il servizio di emergenza-urgenza), equivale a un mezzo buco nell'acqua. Quando si parla del blocco di Ferragosto, dalla sanità sarda tendono tutti a cadere dalle nuvole. Eppure, il caso poteva essere evitato e, probabilmente, tutto ripartirà appena l'imbarazzo sarà pubblico. Per provare a spiegare l'accaduto, è necessaria una premessa: il "servizio di conduzione e gestione degli automezzi necessari per assicurare il servizio di emergenza 118" (come si legge nella delibera dell'Asl di Sassari del 20 dicembre 2012) era affidato alla cooperativa sociale "Seriana 2000", un piccolo gigante della cooperazione sanitaria con sede in Romagna, a Cesenatico, e attività sparse in tutto lo Stivale, dalla Lombardia alla Puglia, dalla Campania al Lazio. Nell'elenco c'era anche la Sardegna, fino al 15 agosto del 2021. Era questa la data di scadenza del contratto tra la sanità sarda e la coop romagnola e, allo stesso tempo, la data in cui i servizi garantiti da Seriana sarebbero passati in capo ad Ats, autisti e mezzi compresi. Non era un mistero, eppure dal 15 agosto mezzi e autisti sono fermi. Mancano le schede per il carburante e, a meno che qualcuno non decida di rifornire pagando di tasca, manca anche il gasolio. O la benzina. Difficile capire cosa sia accaduto, quel che è certo è che è mancato il coordinamento nel passaggio tra Seriana e Ats o, in alternativa, è mancata una soluzione tampone in grado di evitare il clamoroso blocco e dribblare la fatidica data ferragostana senza causare problemi. Il servizio. Chi ne paga le conseguenze, ovviamente, sono gli sventurati utenti del servizio di emergenza-urgenza. Con un numero ridotto di automezzi abili e arruolati, il lavoro si complica e gran parte pesa sulle spalle delle associazioni di volontariato che, però, non dispongono delle stesse apparecchiature. C'è poi la questione Covid, perché un mezzo che trasporta un contagiato deve essere sanificato, il che comporta il dilatamento dei tempi di sosta e, quindi, di assenza dal servizio. Ci sono poi anche le automediche, anche loro fermate dal blocco delle schede carburante, che prima trasportavano agilmente i medici in avanscoperta o in supporto, a seconda delle esigenze del caso. Adesso, ogni "uscita" comporta l'uso di un'ambulanza che automaticamente viene meno nel caso di un'altra emergenza. Ma potrebbe esserci anche una maggiore affluenza ai pronto soccorso, altamente sconsigliata in tempi di pandemia. Insomma, i motivi per cercare di limitare la durante temporale del blocco di Ferragosto sono diversi e tutti molto attuali. E se per rimettere in strada l'intero parco mezzi dell'azienda sanitaria basterà davvero un nuovo blocchetto di schede per il carburante, allora forse il danno non è irreparabile. Dall'Ats ne sono anonimamente convinti e, anzi, annunciano la fine del disservizio entro qualche giorno.©RIPRODUZIONE RISERVATA