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03/07/2020

Atm rompe i contratti con le società inquisite

Libero - MIRIAM ROMANO

Tangenti sulle metropolitane
L'azienda corre ai ripari e sospende dipendenti "infedeli" Intanto il Politecnico controllerà l'appalto sulle frenate
■ Risponde puntuale alle domande, mette i puntini sulle "i" e affonda il coltello quando serve. Ieri Arrigo Giana, il direttore generale di Atm, ha parlato per quasi un'ora in commissione consiliare in streaming sul tema dell'inchiesta degli appalti che ha coinvolto l'azienda del trasporto pubblico locale, a seguito degli arresti della scorsa settimana di due funzionari, Paolo Bellini e Stefano Crippa. Senza pause, fatta eccezione per quelle necessarie a prender fiato. Per Giana è il momento di tenere la barra dritta. Da qui la decisione di Atm che ha comunicato ieri il suo direttore: «Le aziende coinvolte nelle indagini, tutte fuori dalle scatole, stiamo rescindendo tutti i contratti in essere con le aziende coinvolte». Ricapitolando, al centro delle indagini ci sono otto appalti da 150 milioni e tra le società coinvolte figurano Alstom Ferroviaria, Siemens Mobility, Ceit, Engineering Informatica, Gilf e Ctf. «Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati di avviare un'azione legale nei confronti di tutte le aziende che con il loro comportamento hanno causato dei danni ad Atm», ha proseguito Giana, «Questo va oltre la costituzione di parte civile dell'azienda». CODICE ETICO L'azienda del trasporto pubblico milanese agirà autonomamente, il direttore generale ci tiene a precisarlo: «Le aziende che hanno firmato gli accordi con noi, hanno siglato anche il nostro codice etico. Una clausola esplicita nei nostri contratti prevede per i fornitori l'adesione totale alle nostre norme etiche e sociali e individua la violazione di queste regole come causa di rescissione dei contratti da parte di Atm». Atm, però, non può fare a meno di tutti i contratti. Per garantire il servizio di trasporto pubblico ai cittadini, alcuni, nello specifico tre, vanno preservati. «Abbiamo coinvolto l'Anac, l'autorità nazionale anticorruzione, per chiedere la possibilità di commissariare alcuni contratti», ha aggiunto Arrigo Giana, «Il perché queste aziende fornitrici, e in particolare i colossi multinazionali, siano andate a incontrare Bellini rimane un mistero. Bellini è un farabutto, ma sarà interessante capire perché queste persone hanno accettato di fare qualche chiacchiera con lui». Giana tocca anche il tasto più delicato, quello sulla gara per il segnalamento della linea 2 della metropolitana, su cui l'inchiesta si concentra. Sarà il Politecnico a verificarne la documentazione tecnica: «Nei giorni scorsi abbiamo chiesto al Politecnico di effettuare una verifica completa della documentazione tecnica», ha spiegato il direttore generale. Un'analisi "terza", dunque, che servirà a fugare ogni dubbio. E poi c'è l'aspetto più interno all'azienda. Le domande dei consiglieri comunali sono tante. Com'è possibile che nessuno sapesse nulla in Atm? Come hanno potuto gli indagati far tutto di nascosto? «Oggi abbiamo sospeso un'altra persona, un dipendente dell'azienda; oltre ai sette indagati e ai due arrestati già sospesi. Dall'ordinanza della Procura sembra infatti che quest'ultimo soggetto abbia messo in atto comportamenti in violazione del codice etico. Stiamo valutando di sospendere anche altri dipendenti che non sono indagati, quindi non per motivazioni di rilevanza penale, ma che hanno messo in atto comportamenti inadeguati», ha risposto Giana. DANNO D'IMMAGINE «Alcune di queste figure sono state citate nell'ordinanza con nomi e cognomi, altre vengono nominate indirettamente: stiamo valutando se hanno violato il codice etico aziendale. I comportamenti che stiamo prendendo in esame», ha proseguito il Dg, «possono avere a che fare con l'aver rivelato informazioni riservate. Ciò non ha un'implicazione penale, ma danneggia l'azienda. C'è poi chi non ha riportato con la dovuta prontezza potenziali notizie di reato o di violazione del codice etico. Di cui alcune persone siamo venuti a conoscenza attraverso le tesimonianze dei soggetti indagati o arrestati. Attraverso colloqui diretti, stiamo cercando di capire come i fatti si sono svolti, secondo la percezione delle persone interessate», ha concluso Giana. Qualcuno, dai banchi virtuali dell'aula gli mette una mano sulla spalla: «Il suo è un compito difficile, non vorrei trovarmi nei suoi panni».

Foto: La sede di Atm in Foro Bonaparte a Milano (Fotogramma)