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26/06/2021

Ati, non è obbligatorio sostituire la mandataria

ItaliaOggi

In un appalto pubblico sostituire la mandataria di un raggruppamento temporaneo non è un obbligo per la stazione appaltante. Lo ha precisato il Consiglio di Stato, sezione quinta, con la sentenza del 7 giugno 2021 n. 4302 rispetto ad una impresa mandataria di un raggruppamento temporaneo che aveva formulato domanda di concordato con continuità aziendale. La materia è disciplinata dall'articolo 48, comma 17, del codice appalti per cui la stazione appaltante può proseguire il rapporto di appalto con altro operatore economico che sia costituito mandatario nei modi previsti dal presente codice purchè abbia i requisiti di qualificazione adeguati ai lavori ancora da eseguire; non sussistendo tali condizioni la stazione appaltante deve recedere dal contratto. Intervenuta l'omologazione del concordato però, in base alla giurisprudenza, l'operatore economico da un lato non riacquista la piena capacità di agire, che avrebbe in assenza della procedura, e dall'altro tale capacità è raggiunta solo con il decreto che accerta l'adempimento del piano concordatario. Da ciò i giudici hanno dedotto che la sostituzione della mandataria non costituisce, quindi, un obbligo per la stazione appaltante, ma può essere concessa previa verifica del possesso dei requisiti di qualificazione in capo al nuovo mandatario designato e sempre in conseguenza di una richiesta in tal senso da parte dell'Ati proponente. Né dovrebbe essere la stazione appaltante a richiedere la sostituzione del soggetto mandatario, avendo, si legge nella sentenza, tale norma un differente campo di applicazione oggettivo, e comunque limitandosi a consentire la prosecuzione del rapporto con altro operatore, con ciò sottintendendo un'iniziativa della parte interessata, che nel caso di specie è mancata. Nella fattispecie in questione tale circostanza non si era comunque verificata, atteso che il raggruppamento temporaneo di imprese non ha mai avanzato la richiesta di sostituzione della mandataria, neppure dopo l'avvio del procedimento di decadenza, ritualmente comunicato a tutti i componenti con la concessione di un termine per la presentazione di osservazioni.