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24/11/2020

Atac, servizio in difficoltà: in periferia le linee ai privati

Il Messaggero

Bando da un miliardo per affidare cento collegamenti divisi in due lotti: est e ovest
MOBILITÀ
La Capitale divisa in due metà (est e ovest), con l'obiettivo di affidare più linee ai privati, all'insegna della maggiore concorrenza. Ma soprattutto per tentare di migliorare il servizio del trasporto pubblico nelle periferie, obiettivo ogni giorno delle lamentele degli utenti a causa di offerta insufficiente, scarsa puntualità e, soprattutto nelle ore serali, problemi di sicurezza per conducenti e passeggeri. Il Campidoglio ci riprova: dopo l'ultimo stop del Tar che, lo scorso anno, aveva bocciato un bando perché «imponeva una forte limitazione alla libertà imprenditoriale», il dipartimento Trasporti ha avviato una nuova gara per affidare le linee periferiche, quelle attualmente gestite da Roma Tpl, per i prossimi otto anni. Un servizio che, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale, va ampliato, anche per sopperire alle mancanze dell'Atac che si fanno particolarmente evidenti in un periodo molto difficile per l'azienda di via Prenestina: caratterizzato dalla procedura di concordato anti-fallimento e da norme più stringenti da seguire contro la pandemia di Covid-19. Già da due settimane il Campidoglio ha deciso di affidare altre otto linee a Roma Tpl, con 70 pullman turistici in strada, per consentire alla municipalizzata di utilizzare i mezzi risparmiati sui collegamenti più affollati.
LA STRATEGIA
Sul colle capitolino immaginano per i prossimi anni una rete Atac più limitata (con i privati che si espandono in periferia) ma più efficiente. Il piano di Palazzo Senatorio prevede quindi l'aumento del servizio da affidare ai vincitori del nuovo bando, con 30-45 milioni di vetture-chilometro in più l'anno. Da utilizzare anche per potenziare i nodi di scambio periferici con ferrovie e metropolitane e ridurre l'impatto del trasporto privato sulla mobilità cittadina. Il bando, che scadrà il prossimo 10 febbraio, divide il servizio in due lotti - periferia occidentale e orientale - con le aziende interessate che possono concorrere per entrambi, ma aggiudicarsene soltanto uno. Il valore complessivo dell'appalto è di quasi un miliardo di euro, per un totale di cento linee di autobus da mettere in strada (50 per ciascun lotto) che equivalgono a circa un quinto dell'offerta trasporto pubblico locale della Città eterna. È stata inserita la clausola sociale, che comprende l'assorbimento dei lavoratori attualmente impegnati per Roma Tpl. Il documento prevede anche una serie di attività volte al miglioramento del servizio: l'installazione di nuove pensiline, il controllo biglietti da parte del conducente, la vendita dei biglietti a bordo dei mezzi, il controllo e la sorveglianza delle corsie protette e riservate.
I NODI
Non sarà una partita facile: il primo contratto tra Campidoglio e Roma Tpl, stipulato nel 2010, è scaduto il 31 maggio 2018. Da allora si procede da una proroga all'altra, tramite affidamenti diretti. L'ultimo tentativo di rinnovare l'affidamento delle linee periferiche, come detto, è stato fermato dai giudici amministrativi, che hanno contestato tra l'altro l'obbligo (previsto dal precedente bando) per l'azienda vincitrice dell'appalto di acquistare i mezzi dall'attuale gestore: 60,9 milioni per 442 autobus, circa 138 mila euro ciascuno. Il Comune vuole fare presto, con l'obiettivo di segnare una chiara discontinuità rispetto al passato e di riorganizzare il trasporto pubblico locale in tempo per il «ritorno alla normalità» post-Covid.
L'ESPOSTO
Intanto finisce al vaglio della Procura l'incidente avvenuto l'altra notte in via Aurelia, dove un autobus della linea N46 dell'Atac ha preso fuoco ed è scivolato in discesa, danneggiando due automobili. Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto contro Atac e Campidoglio.
Fabio Rossi
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