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04/11/2020

Asugi chiude Dermatologia e riorganizza le visite

Il Piccolo di Trieste - Andrea Pierini

al maggiore
Andrea Pierini / triesteÈ stato definitivamente riconvertito in reparto Covid il quarto piano della palazzina infettivi dell'Ospedale Maggiore dove ha sede la Clinica dermatologica. Lo rende noto Asugi, ora impegnata nella riprogrammazione degli appuntamenti dei pazienti. È stato modificato anche l'accesso degli utenti al reparto di dermatochirurgia che sarà possibile unicamente da via della Pietà scala B con ingresso da piazza dell'Ospitale 1.Il quarto piano della palazzina infettiva, dove ha sede il reparto di dermatologia, già lo scorso marzo era stato convertito in area Covid perché tra i pochi ad avere delle stanze, sei per la precisione, a pressione negativa (un sistema per impedire a virus e batteri di essere volatili) salvo poi tornare alla normalità in estate. Ora, la necessità di spazio a bassa e media intensità, ha visto la nuova riconversione come anticipato giorni fa dal Piccolo. Il personale dell'Azienda sta provvedendo in queste ore a contattare tutti i pazienti, in maniera prioritaria quelli con prestazioni programmate le prime giornate della prossima settimana. Per informazioni sarà possibile contattare direttamente il personale della Clinica dermatologica al numero 040.399.22.55, dalle 8 alle 19, e 040.399.20.56 dalle 11 alle 13. Asugi e Burlo Garofolo intanto hanno approvato il programma biennale degli acquisti di forniture e servizi d'importo unitario stimato superiore a un milione di euro per gli anni 2021-2022. Il documento, previsto dal Codice degli appalti, prevede la ricognizione e la pubblicazione dei contratti di appalti in essere in scadenza nel prossimo biennio. Il Burlo ad esempio ha programmato un investimento di 1,2 milioni all'anno per il servizio di pulizia e santificazione, un milione invece per il servizio di esercizio e manutenzione degli impianti. Nel pacchetto di acquisti dell'Irccs rientra anche il servizio di ristorazione per i degenti e il personale con un importo 830 mila euro all'anno. Sul fronte invece sanitario il servizio di sterilizzazione dei ferri di proprietà l'importo è stimato in 500 mila euro, sempre all'anno. Tutti contratti in scadenza entro il 2021. --© RIPRODUZIONE RISERVATA