scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
23/09/2021

Asst dei Santi, un bando sotto la lente dell’Orac

QN - Il Giorno

L'interrogazione di Pd e 5 Stelle al Pirellone, il caso sul tavolo dell'organismo di vigilanza
MILANO di Giulia Bonezzi Un bando per selezionare un dirigente delle professioni sanitarie all'Asst Santi Paolo e Carlo è finito sotto la lente dell'Orac, l'Organismo regionale per le attività di controllo che «supporta la Giunta e, fra le altre, svolge funzioni di verifica del corretto funzionamento delle strutture organizzative, nonché di vigilanza sulla trasparenza e regolarità di queste ultime», ha ricordato ieri il sottosegretario della Regione con delega ai rapporti col Consiglio Fabrizio Turba, rispondendo, nell'aula del Pirellone, a un question time presentato dalla consigliera dem Carmela Rozza (nella foto) e co-firmato dai colleghi Carlo Borghetti, Gianni Girelli e Giuseppe Villani e da Marco Fumagalli, dei 5 Stelle. Proprio su quell'«avviso pubblico, per titoli e colloquio, per la copertura di un posto a tempo determinato di mesi 36 di dirigente delle professioni sanitarie», bandito a inizio marzo dall'Asst dei Santi e già oggetto, nei mesi scorsi, di altre due interrogazioni dei dem, che avevano chiesto conto, ad esempio, del fatto che si prevedesse un contratto a termine di 36 mesi per coprire un posto che sarebbe rimasto vacante causa promozione e pensionamento; la risposta dell'assessorato al Welfare fu che ciò «rientra nell'ambito dell'autonomia riconosciuta» all'Asst, ma «manca il requisito di temporaneità e / o eccezionalità», insiste Rozza, e aggiunge che un incarico a termine «avrebbe potuto essere al massimo di 12 mesi, in attesa di espletare un concorso pubblico per titoli ed esami a tempo indeterminato, che sarebbe stato garanzia, vista la differente composizione della commissione di gara, di un percorso di maggior trasparenza legato alle differenti previsioni normative». La consigliera, con un'interrogazione del 6 luglio che attende ancora risposta, aveva sollevato altri problemi, come il fatto che il bando fosse aperto ai soli possessori di laurea specialistica o magistrale in Infermieristica od ostetrica, escludendo altre professioni sanitarie nonostante «le sollecitazioni ricevute da organizzazioni sindacali e dall'Ordine dei Tsrm e Pstrp». E che, nella valutazione, curriculum ed esperienza contassero solo fino a 20 punti, mentre ne pesasse fino a 30 il colloquio, «inevitabilmente più discrezionale», svolto alla fine di luglio con dieci candidati convocati ogni ora e mezza (nove minuti a testa). Intanto, si legge nell'ultima interrogazione, il 16 luglio l'Asst ha modificato il Poas (Piano di organizzazione aziendale strategico) «inviandone copia alla Regione per la verifica della procedura che, ad oggi, non è ancora conclusa», e nella nuova versione le due «strutture semplici» (incarichi dirigenziali) all'interno della Dipsa (la Direzione professioni sanitarie dell'Asst) sono rinominate «Gestione operativa professioni sanitarie e di supporto Polo ospedaliero» e «Gestione operativa professioni sanitarie e di supporto Polo territoriale». In agosto gli incarichi sono stati entrambi assegnati, al primo e al secondo classificato del bando a termine «che ha dato luogo a una graduatoria utilizzata "a scorrimento", in maniera non coerente poiché trattasi di un bando per titoli e colloquio e non di un concorso pubblico, in contrasto rispetto a quanto previsto dalla nuova denominazione delle strutture prevista nel Poas aziendale e al relativo accesso alle stesse ad un'unica classe di laurea» (infermieristica e ostetricia). Non solo: i posti da dirigente, denunciano i consiglieri, sono stati assegnati a due infermieri che hanno o hanno avuto negli ultimi 24 mesi ruoli sindacali, nonostante una norma (il D. Lgs. 165/2001) lo vieti con l'obiettivo di «mettere al riparo da conflitti d'interessi scelte legate alla gestione da parte di persone attive nel sindacato». Dem e 5Stelle chiedono dunque «all'assessore competente se non rilevi irregolarità e / o anomalie nella procedura di selezione in oggetto» che oltretutto «ha favorito l'assegnazione del posto di dirigente infermieristico a un candidato fresco di laurea» magistrale conseguita a fine gennaio «presso l'Università cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio con sede a Tirana in Albania». «Così si umilia chi ha studiato anni nelle nostre eccellenti università milanesi e il nostro personale che ha dato il massimo durante la pandemia», tuona in aula la consigliera Rozza, attribuendo «all'imbarazzo» l'assenza della vicepresidente della Regione con delega al Welfare Letizia Moratti. «Motivi personali», ribatte il sottosegretario Turba che la sostituisce. E spiega che sulla procedura concorsuale oggetto dell'interrogazione c'è stata una «formale segnalazione all'Orac. Tra l'Orac e la Dg Welfare sono perciò in corso le opportune interlocuzioni tecniche, volte ad approfondire quanto rappresentato. Al termine sarà possibile eventualmente assumere gli opportuni provvedimenti e fornire adeguato riscontro in relazione ai quesiti». © RIPRODUZIONE RISERVATA