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19/02/2021

Associazioni culturali senza ristori «Incompleto il bando della Regione»

Il Gazzettino

CULTURA FERMA
VENEZIA Quella dei lavoratori dello spettacolo continua ad essere una categoria dimenticata. La Regione Veneto e Unioncamere stanziano 18,3 milioni di euro di ristori anche per la filiera culturale, ma il bando esclude le associazioni culturali, che comprendono la maggior parte degli artisti professionisti del territorio.
LA PROTESTA
A denunciare la situazione è Res - Rete spettacolo dal vivo, di cui fanno parte una trentina di formazioni professioniste del Veneto di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, che più di altri hanno patito le conseguenze del lockdown e della successiva divisione del territorio in zone gialle e arancioni che hanno di fatto bloccato gli spettacoli in presenza del pubblico.
«Uno sforzo importante, 18,3 milioni di euro stanziati dalle Regione Veneto (17 milioni), e da Unioncamere (1 milione) per le imprese soggette a restrizioni in relazione all'emergenza Covid 19 - afferma David Angeli di Cantieri teatrali veneziani, l'associazione che organizza il festival teatrale estivo in campazzo San Sebastiano - Al punto e del bando, nell'elenco dei beneficiare si legge le imprese della filiera attività culturali e spettacolo. È questo un segnale importante dell'attenzione che l'assessorato alla Cultura sta rivolgendo in questi mesi al settore. Peccato però che accedendo al sito di Unioncamere per compilare la domanda, si scopra che le associazioni culturali sono escluse».
Dal call center infatti rispondono che è un bando dedicato alle imprese. Eppure sull'allegato 1 del bando stesso vengono considerate imprese anche le associazioni che esercitino regolarmente attività economica.
IL PARADOSSO
«Confidiamo si tratti solo di un problema tecnico dichiara Filippo Tognazzo, presidente di Res Le associazioni hanno partita Iva, sono regolarmente iscritte al Rea (Repertorio economico e amministrativo raccolto proprio dalle Camere di Commercio), e sono in possesso dei codici Ateco indicati dal bando. Hanno diritto al ristoro. In caso contrario ci troveremo di fronte ad un paradosso: il service che fa le luci viene ristorato, gli ambulanti che offrono servizi pure. Gli unici che non vengono aiutati sono gli artisti che hanno prodotto e portano in scena lo spettacolo. Res ha subito contattato la Regione che si è prontamente attivata. Abbiamo anche contattato tutte le Camere di Commercio del Veneto, confidiamo in una veloce risoluzione».
Anche Agis Triveneto ha prontamente inviato una lettera alla Regione, chiedendo di reintegrare le associazioni per superare una incomprensibile disparità di trattamento. «Escludere le associazioni culturali continua Tognazzo significa dimenticare oltre il 90% delle realtà del territorio. Nel nostro ordinamento giuridico, l'associazione culturale è la formula più adottata per le realtà che operano nell'ambito della produzione artistica. Da anni attendiamo una riforma che distingua fra impresa sociale (basata sul lavoro) e associazione di promozione sociale (basata sul volontariato), ma ancora non c'è chiarezza» su questo aspetto.
Daniela Ghio
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