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01/04/2021

Assistenza psichiatrica, cento lavoratori a rischio

La Nuova Sardegna

Cgil, Cisl e Uil Funzione pubblica chiedono un incontro urgente a Regione, Ats e Asl: «Tariffe ridotte»
SASSARIUna richiesta di incontro urgente ai vertici della sanità regionale e locale sull'assistenza psichiatrica a Sassari «o saremo costretti a manifestare insieme con i lavoratori sotto il palazzo della Regione a Cagliari». Se non è una dichiarazione di guerra poco ci manca. I segretarie territoriali di Fp Cgil, Antonio Canalis, di Cisl Fp, Antonio Monni, e di Uil Fpl, Dario Cuccuru, annunciano battaglia all'assessore regionale alla Sanità, e ai commissari straordinari dell'Ats e dell'Asl. Quella che si sta consumando silenziosamente nei confronti di cento lavoratori e dei pazienti psichiatrici è una beffa, sostengono i sindacati. Il tema al centro della protesta è l'annunciata chiusura entro il 31 marzo, per lavori di restauro, del centro "I Mandorli" di Rizzeddu con il trasferimento di malati e personale nell'altra residenza delle "Ginestre". Un'operazione che comporterà un taglio dei lavoratori che in regime di appalto sono impiegati nell'assistenza. Si parla di decine di assistenti a servizio di pazienti fragili. Pazienti che, proprio per la mancanza di strutture nel territorio sono stati in parte trasferiti ad Ussassai e che speravano in un ritorno in residenze più vicine alle loro famiglie.Il 18 marzo i sindacati avevano avuto un incontro con l'Ats per discutere della situazione generale sui servizi di assistenza in appalto e in particolare quelli per i malati psichiatrici, un problema che si trascina ormai da otto mesi. « Dal confronto era venuto fuori l'impegno della Ats a garantire la continuità occupazionale, soprattutto per la cura delle persone con disagio mentale, per le quali, proprio perché era già stata precedentemente chiusa una delle tre residenze di Rizzeddu - affermano i sindacati -. Si era anche stabilito di utilizzare la struttura Ats di Ploaghe per far rientrare i pazienti da Ussassai, struttura per cui è ancora in corso l'accreditamento. Perciò avevamo chiesto una proroga dell'appalto per sei mesi e che l'Ats nel frattempo bandisse una nuova gara di appalto.Invece, la sorpresa. «L'altro ieri, l'Ats ha pubblicato una delibera con la quale riduce la proroga dell'appalto a tre mesi con l'ipotesi di rinnovo ma con "nuove" condizioni economiche per l'appalto che prevede una tariffa sulla base del numero di pazienti effettivamente assistiti». A questo punto, dicono allarmati i sindacati, l'appaltatore potrebbe dichiarare esuberi per il 50 per cento della forza lavoro. «È urgente risolvere il problema, la Regione intervenga».