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21/05/2020

Assicurazioni, cresce la domanda di salute

MF

ASSICURAZIONI / A cura di Gian Marco Giura e Emanuele Elli / #RIPARTIALIA 100 IDEE PER LA RIPRESA / Con la collaborazione di Fabrizio de Feo, Serena Sartini, Claudia Cassino, Carlo Buonamico, Roberto Carcano
Il mondo delle assicurazioni nel postCovid si prepara a soddisfare una domanda che chiederà maggiori garanzie sugli investimenti e una maggiore copertura sanitaria e dovrà fronteggiare non solo fattori tecnici, ma anche emotivi. Gli operatori del settore rilevano, però, anche una straordinaria energia liberatasi dopo il 4 maggio, con un picco di ripresa dell'attività che induce all'ottimismo per il futuro. Bisognerà, però, allentare i lacci della burocrazia
GIACOMO CAMPORA AD Allianz Spa Ripartenza record superiore a ogni previsione «L'energia che si è liberata dal 4 maggio è straordinaria. In tutta Italia abbiamo avuto un picco di ripresa nella nostra attività che è un termometro affidabile della nostra economia sia delle famiglie che delle imprese. Un dato: negli ultimi due giorni abbiamo segnato il record in termini di movimentazioni e di azioni da parte dei clienti, non il record di questo periodo ma il record di sempre. Abbiamo raggiunto quasi il doppio del picco più alto di sempre che era stato a dicembre dello scorso anno. Quindi appena tolte le limitazioni legate al lockdown, limitazione penose ma giuste, la ripartenza è stata molto superiore a qualunque previsione, trasmettendo l'idea di un Paese che ha ancora molta energia. Sono convinto che riprenderemo quota bene e rapidamente. C'è ancora molta preoccupazione tra le persone, ma questa preoccupazione diminuirà con la ripresa della vita normale». «Come impara chi investe in Borsa l'opinione del pessimista, l'opinione bearish, sembra sempre più intelligente, peccato che poi trionfi sempre l'ottimista. Io sono molto ottimista sul nostro Paese. Noi serviamo più di quattro milioni di persone e abbiamo un numero quotidiano di transazioni che è oltre le diecimila. Stiamo vedendo una esplosione delle transazioni perché le persone stanno tornando alla loro vita normale con tanta voglia di farlo. Sono convinto che anche i bar e i ristoranti si riempiranno di nuovo». CARLO CIMBRI AD Unipol Una grande opportunità per rilanciare la nostra competitività «Igrandi traumi possono provocare tragedie ancora più grandi oppure possono servire a dare una scossa per realizzare quelle cose che in condizioni normali non si fanno o si rimandano. Questa, per l'Italia, è una fase di grande criticità, ma anche di grande opportunità per riposizionare la nostra competitività a livelli europei e globali. Se vogliamo ripartire con uno slancio nuovo è chiaro che questo Paese ha bisogno di grandi investimenti infrastrutturali. Il nostro governo si troverà a disporre di risorse, in qualsiasi forma, che nessun governo italiano ha mai avuto negli ultimi 150 anni. Chiaramente la disponibilità di risorse richiede la capacità di saperle mettere a terra, ovvero di farle arrivare al mondo produttivo». «Usciremo da questa crisi solo attraverso un grande rilancio del nostro sistema produttivo. Bisogna avere la capacità di liberare le risorse imprenditoriali, di ingegno, di saper fare degli italiani. E per poterlo fare occorre allentare i lacci della burocrazia. Se vogliamo riattivare le grandi opere e le infrastrutture, è opportuna una rivisitazione nella direzione del fare, piuttosto che in quella del codice degli appalti o di altre norme. È una opportunità che si presenta in questa fase di discontinuità che non dobbiamo sprecare. Le nostre imprese oggi hanno bisogno di liquidità: dobbiamo essere capaci di farla arrivare anche superando i lacci burocratici». CARLO FERRARESI DG Cattolica Assicurazioni Serve una rete di protezione mista tra pubblico e privato «Alcuni elementi saranno strutturalmente presenti nei prossimi mesi. Il primo, la crescente importanza della tutela del risparmio. Gli italiani sono sempre stati un popolo di risparmiatori e saranno disposti a rinunciare a qualcosa, in termini di rendimento, pur di avere una maggior protezione contro il rischio. Su questo, le compagnie di assicurazione possono giocare un ruolo, con i prodotti vita multiramo. Il secondo, la relazione delle famiglie con il digitale: durante il lockdown gli italiani hanno aumentato l'utilizzo del digitale. Questo per il mondo assicurativo, è un elemento importante perché la rete dovrà interagire sempre più in modo digitale con i propri clienti. Il terzo elemento è il crescente interesse verso il comparto salute. La domanda di prodotti salute è cresciuta del 130% e i consumatori si dichiarano aperti all'uso della telemedicina. È probabile che questi impatti siano strutturali e passata l'emergenza le compagnie di assicurazione dovranno attrezzarsi per sfruttare al meglio questa opportunità. Ma il passaggio deve essere stimolato anche dallo Stato. Se le compagnie vengono adeguatamente sostenute dallo Stato, la maggiore sanità integrativa avrà un beneficio, perché ci sarà un alleggerimento del carico sul sistema sanitario nazionale e quindi un servizio migliore per tutti. Per fare questo però c'è bisogno di una rete di protezione mista tra pubblico e privato». MARCO SESANA AD Generali Italia Nei clienti aumentata percezione rischio salute «La fase che stiamo vivendo è particolare e difficile per molti nostri clienti, sia per le famiglie che per le imprese, ma c'è una grande voglia di rimettersi in gioco. Le esigenze stanno cambiando. La pandemia ha cambiato le priorità di famiglie e imprese. È aumentata la percezione del rischio su temi come la tutela della salute, la protezione per l'interruzione delle attività e per i dipendenti. Sarà nostro compito comprendere le nuove esigenze per fare in modo di trovare prodotti che non vadano a cogliere solo l'aspetto tecnico ma anche quello emotivo ed emozionale». «In questo periodo complesso abbiamo mantenuto un dialogo costante con i nostri clienti, siamo stati sempre attivi, non abbiamo mai chiuso. E questo ci ha aiutato a comprendere le priorità». «Nel breve periodo c'è sicuramente una fase emergenziale e occorre far arrivare la liquidità rapidamente e in modo flessibile, sostenere le Pmi in modo particolare, perché le nostre aziende non devono morire. Andando avanti, nel medio periodo, occorre fornire le condizioni corrette perché le aziende si sviluppino, e perché il nostro Paese formi aziende strategiche che possano competere nel mondo. Per fare questo bisogna aiutare le imprese a svilupparsi: sono molto importanti e da rendere prioritari nei nostri piani gli investimenti sulle infrastrutture, sulla ricerca, sulla formazione delle nostre persone, sulla formazione al digitale».