scarica l'app
MENU
Chiudi
20/10/2020

Assicurazione «Rc auto», acquisto bus e manutenzione impianti antincendio

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA PROCURA I capi d'imputazione in alternativa contestati a funzionari di azienda e imprenditori
Ecco le tra gare al centro dell'inchiesta per fatti che risalgono al 2016/2017
l Tre 3 gli appalti al centro dell'inchiesta a carico di 7 imputati. Il primo appalto coinvolge l'ex direttore generale dell'Ataf Massimo Dicecca e l'imprendi tore irpino Giovanni Longobardo , e riguarda la stipula della polizza assicurativa «Rc auto» della flotta aziendale avvenuta nel settembre 2016 a favore della «Gl Brokers» di Longobardo. Per la Procura ci si trova davanti a una turbativa d'asta perché ci sarebbe stata una collusione, consistita nell'intesa tra i due imputati nel predisporre il contratto del bando di gara. Se non fu turbativa d'asta, si trattò comunque di abuso - è il reato alternativo ipotizzato dai pm - perché, predisponendo d'in tesa il contenuto del bando di gara per l'appalto, furono violati i principi di imparzialità e parità di trattamento, procurando alla «GL brokers» un ingiusto vantaggio patrimoniale. Stesso discorso fa la Procura prima contestazione turbativa d'asta, in alternativa quella di abuso - per l'appalto per l'acquisto da parte dell'Ataf di 10 autobus a gasolio, deciso a novembre 2016. Quattro gli imputati: ancora Dicecca, quale manager Ataf e presidente della commissione di gara; l'ex presidente dell'azienda Raffaele Ferrantino ; quindi Leonardo Ciuffreda responsabi le dell'area tecnica di Ataf; e l'im prenditore irpino Michele Di Maio , legale rappresentante delle «Officine Di Maio srl». L'accusa ipotizza che nel bando di gara fu recepito il modello di autobus che precedentemente era stato offerto in vendita dalla ditta «Officine Di Maio»; durante la gara sarebbe stato reso noto a Di Maio il contenuto delle offerte presentata da una seconda ditta; e sarebbe stato concordato con l'imprenditore l'acquisto di due bus delle «Officine Di Maio» a prezzi superiori a quelli proposti dall'altra ditta. A dire della Procura «si fece apparire falsamente, attraverso la stesura postuma di un unico verbale di gara, che le offerte delle ditte in gara erano state valutate collegialmente dai 4 componenti della commissione, mentre l'aggiudi cazione fu decisa dai membri Di Cecca e Ciuffreda, insieme al presidente Ferrantino» (non faceva parte della commissione) «senza riunire la commissione; o comunque senza alcun confronto valutativo». L'alternativa al reato di turbativa d'asta ipotizzato dal pm (gip del Tribunale di Foggia e tribunale della libertà di Bari dissero che il reato non è ipotizzabile perché non si trattò di una gara pubblica, ma di una procedura negoziata senza bando, che è una procedura di affidamento diretto) è rappresentata dal reato di abuso: sarebbero stati comunque violati i principi d'imparzialità e parità di trattamento, procurando intenzionalmente un ingiusto vantaggio alle «Officine Di Maio srl». La terza gara d'appalto (imputati Ferrantino, Ciuffreda, e gli imprenditori foggiani Sergio Giannini amministratore della «Geosolar costruzioni srl» e Mar co Damiano amministratore della società «Euroelettrik») è dell'aprile 2017, e riguarda l'affi damento del servizio di manutenzione degli impianti antincendio dei parcheggi «Zuretti», «Ginnetto» e «Vincenzo Russo» del costo di 12mila euro all'anno. Anche in questo caso la Procura contesta in . prima battuta la turbativa d'asta e in alternativa il reato di abuso. La presunta collusione sarebbe consistita nel concordare «al di fuori della sede concorsuale l'aggiudi cazione della gara a favore di Giannini; e nel predisporre il contenuto dell'avviso pubblico, rivolgendo gli inviti per la partecipazione alla gara a imprese indicate dallo stesso Giannini». Quanto all'ipotesi alternativa di abuso avanzata dal pm. sarebbe stato comunque procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla «Geosolar costruzioni» di Giannini. Connessa a questo appalto per il servizio di manutenzione degli impianti antincendio in tre parcheggi cittadini è l'accusa di «induzione indebita a dare o promettere utilità» contestata a Ferrantino, Giannini e Damiano. Nell'ot tica accusatoria Giannini in cambio dell'appalto avrebbe ospitato gratis nel suo ristorante «Tre archi» il coimputato Ferrantino (e un coindagato morto un anno fa, Massimino Di Donna); inoltre lo stesso Giannini e Damiano attraverso le rispettive imprese avrebbero svolto lavori gratuiti di impiantistica (antifurto, riscaldamento, condizionamento) nelle abitazioni dei due coindagati. In alternativa al più grave reato di induzione indebita, la Procura ipotizza la corruzione per Ferrantino quale presunto corrotto; e per Giannini e Damiano, quali presunti corruttori.

Foto: PARCHEGGIO Anche il servizio di manutenzione dell'impianto antincendio della struttura di via Zuretti al centro del processo in corso davanti al gup del Tribunale di Foggia