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04/12/2018

«Assemblea plenaria, proposta paradossale»

Corriere Adriatico

Santi boccia l'idea e studia la stazione unica appaltante per i Comuni
LA PROVINCIA
RIMINI Tra lo stupore e il sarcastico. Così Riziero Santi, neo presidente della Provincia, commenta la proposta pervenutagli dalle opposizioni per «la costituzione di un'Assemblea plenaria permanente, da riunire mensilmente, composta da circa 400 persone fra sindaci, assessori, consiglieri, consiglieri e assessori regionali, parlamentari - spiega - A parte che non ne abbiamo titolo, per riunirla sarebbe necessario affittare mensilmente una sala al palacongressi. S'immagina per discutere come, cosa e con quale costrutto? Il paradosso è che è già difficile ottenere la partecipazione ai lavori degli organi istituzionali (già svolti due consigli e programmate tre conferenze dei sindaci) e alle diverse riunioni tematiche. Meglio semplificare e basta pretesti: testa bassa e pedalare». A proposito di pedalare, Santi non ha nascosto l'interesse per la proposta del Governo contenuta nella Legge di Bilancio 2019, che «assegna alle Province il compito obbligatorio di svolgere la funzione di centrale unica di committenza di lavori pubblici per tutti i Comuni non capoluogo». In pratica, «alla Provincia viene così assegnato il ruolo di regista degli investimenti di tutti i comuni escluso Rimini».
«Testa bassa e pedalare»
Una proposta che il Governo Lega-M5S ha già valutato qualche settimana fa, annunciando una sostanziale modifica al Codice dei contratti, che recita: «In attesa della qualificazione delle stazioni appaltanti ai sensi dell'articolo 38, l'ambito territoriale di riferimento delle centrali di committenza coincide con il territorio provinciale o metropolitano e i Comuni non capoluogo di provincia ricorrono alla stazione unica appaltante costituita presso le province e le città metropolitane per gli appalti di lavori pubblici». In pratica, verrebbe instaurato un sub periodo transitorio con cui le Province e le Città Metropolitane diventerebbero le centrali di committenza dei lavori pubblici di tutti i Comuni afferenti alla provincia stessa o alla città metropolitana (con esclusione dei comuni capoluogo di provincia). Se da una parte si tratterebbe di una semplificazione, come ha commentato lo stesso Santi, ma anche di una riorganizzazione del potere dei singoli Comuni (e spesso di singoli dirigenti e uffici, ndr), dall'altra la Provincia di Rimini diventerebbe il soggetto regolatori di un ingente numero di procedure. L'attuale ufficio tecnico è in grado, con gli attuali organici, di diventare l'unica stazione appaltante per tutti i Comuni? Non si sa, ma sicuramente come dice Santi, è arrivato il momento del «testa bassa e pedalare».
d. bart.
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