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02/07/2020

“Assegniamo i lavori pubblici secondo la legge”

La Stampa - A. P.

appalti per i cantieri nella granda
Sindaci e assessori rispondono a Confartigianato che ha lanciato un appello per scegliere imprese locali
«Assegniamo i lavori pubblici seguendo la legge». Sindaci e assessori della Granda rispondono così alla richiesta di Confartigianato che ha inviato una lettera agli amministratori dei Comuni cuneesi per chiedere di scegliere imprese locali nell'affidamento degli appalti. «È quello che già viene fatto per gli interventi il cui importo non supera 40 mila euro, come le norme prevedono - dice Massimo Reggio, assessore ai Lavori pubblici di Alba -. Lo stesso vale per i lavori fino a 150 mila euro, per i quali vanno richiesti almeno tre preventivi, o 350 mila euro, per cui occorre invitare 10 ditte: in questi casi, la parte politica può indirizzare i tecnici a coinvolgere le imprese locali, ma vanno sempre rispettati i criteri di rotazione, trasparenza e di vantaggio tecnico-economico per l'Amministrazione pubblica, che deve avere un lavoro ben fatto al prezzo migliore». Gli artigiani temono proprio le gare al ribasso. «Questo sistema umilia le aziende che utilizzano materiali di qualità, che lavorano con passione e professionalità - dice Domenico Massimino, vicepresidente nazionale di Confartigianato imprese -. Per rimanere nei costi, si possono applicare sconti tra 3 e 4% sulla base d'asta, incomprensibili i ribassi fino al 25% con cui vengono vinti gli appalti edili». «Per gli importi più alti, viene costituito un comitato di tre esperti, spesso esterni al Comune, per i quali il prezzo è solo uno solo dei parametri da valutare - interviene Edilio Camera, assessore ai lavori pubblici di Savigliano -. I punteggi sono calcolati in base a una griglia, praticamente assegnati in modo matematico». Gianni Fogliato, sindaco di Bra: «Capisco la richiesta degli artigiani, tutti gli amministratori vorrebbero fare di più, ma possiamo solo applicare la legge». Cioè lasciar fare ai funzionari il loro lavoro, senza alcuna pressione (sarebbe pure reato). In alternativa, i primi cittadini potrebbero dare maggior diffusione agli avvisi di bandi e gare visto che, a volte, capitano appalti deserti, benché di importi non elevati. Anche per Federico Borgna, sindaco di Cuneo e presidente della Provincia, quella di Confartigianato è «una richiesta di buon senso, però un soggetto pubblico deve assicurare a tutti gli operatori le stesse opportunità, per questo il criterio territoriale sarebbe apparentemente da non considerare. Intanto speriamo che il decreto di luglio (in esame al Consiglio dei ministri, ndr) renda meno farraginoso il Codice degli appalti e dia fiducia agli amministratori locali con soglie alzate a 150 mila euro per l'affidamento diretto e a 5 milioni per la richiesta di 5 preventivi: così potremmo fare affidamento su aziende del territorio che sarebbero anche economicamente avvantaggiate dal non dover sostenere costi di trasferta». «Comunque le normative anticorruzione e antimafia resteranno e il sindaco continuerà a dover vigilare sui funzionari, senza ingerenze - dichiara Paolo Adriano, sindaco di Mondovì -. L'aumento della soglia per l'affidamento diretto è quanto mi auspico avvenga con l'approvazione del "Decreto semplificazione"». «È l'unica soluzione, altrimenti non possiamo che attenerci al quadro normativo in vigore - fa eco Mauro Calderoni, primo cittadino di Saluzzo -. Quanto al "Decreto semplificazione", per Saluzzo sarà l'ennesima fregatura perché impedirà al Comune di sostituire i dipendenti che andranno in pensione». -

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