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06/12/2018

Asse attrezzato, 140milioni disponibili ma cantiere fermo

Il Mattino

IL PARADOSSO: PER L'OPERA CHE PREVEDE IL COLLEGAMENTO CON PIANODARDINE CI SONO I SOLDI MA PREVALE L'INERZIA BUROCRATICA
VALLE CAUDINA
Pasquale Pallotta
Un nuovo capitolo va ad arricchire la ormai trentennale storia di quella che rischia di diventare un'altra grande opera incompiuta: l'asse attrezzato che collega la Valle Caudina a Pianodardine. Un'opera che avrebbe dovuto togliere dall'isolamento con il capoluogo i comuni irpini della Valle Caudina, ossia Cervinara, Rotondi, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana. Sono ad oggi completati i due primi lotti, da Paolisi a Roccabascerana, restano altri due lotti che sono quelli più complicati progettualmente visto che bisogna anche realizzare una galleria. Tutto è fermo al 2005. Sono passati tredici anni e siamo ancora al punto di partenza. Ora la regione ha evocato a se il progetto del terzo lotto, poi potrebbe indicare la provincia come stazione appaltante.
Ma siamo ancora in alto mare. Sulla questione abbiamo interpellato il presidente della provincia di Avellino, Domenico Biancardi che, sconsolato, ci ha fornito il quadro della vicenda. Una situazione desolante che vede il continuo rimpallo da un ente all'altro, senza soluzione di continuità. Con la conseguenza che nessuno mette mano al progetto esecutivo e, quindi, i lavori restano solo un miraggio. E, può succedere, come la settimana scorsa che, a causa di un evento franoso, la Valle Caudina irpina resti tagliata fuori da tutti i collegamenti con la città di Avellino. La cosa più assurda è che i finanziamenti, in tutto quasi 140 milioni di euro, da dividere per i due lotti, ci dovrebbero anche essere, ma non si riescono ad attivare.
Il progetto completo per i due lotti, quello che va da Roccabascerana fino ad Altavilla Irpina e da qui sino a Pianodardine, zona industriale di Avellino, sono pronti dal 2005, quando Pietro Foglia era presidente dell'Asi. Da tredici anni, però, si assiste a scippi e cambiamenti in corso degli enti che hanno la competenza. In un primo momento, la competenza passa dall'Asi di Avellino all'Anas. Una decisione presa in quanto questo secondo ente avrebbe dovuto avere tutte le possibilità di realizzare il progetto esecutivo, bandire la gara di appalto e dare il via ai lavoro. Ma, per circa cinque anni, l'Anas non fa il resto di niente. Tanti sono i progetti che deve seguire l'Anas da non capire l'importanza della realizzazione di quei pochi chilometri per una zona della provincia di Avellino, da sempre considerata periferia e rimasta ai margini di ogni tipo di ipotesi di sviluppo. Così, dopo circa quattro anni persi, dall'Anas, la competenza viene affidata di nuovo all'Asi. Il copione, però, resta immutato, tanti sono i problemi di questo ente che non riesce ad occuparsi dell'asse attrezzato. Così, la regione evoca a se le competenze per poi affidarle, un domani, come stazione appaltante a palazzo Caracciolo. Ma ci vorrà tempo, ancora tanto tempo. Come se non fossero passati più di trenta anni dalla realizzazione del primo lotto e solo tredici da quella del secondo.
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