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03/09/2021

Asilo chiuso: prima la protesta, poi l’accordo

QN - Il Resto del Carlino

ROVIGO Ieri era il primo settembre e l'asilo nido Bramante non ha aperto. La cooperativa entrante, la Cosep di Padova, ha rinunciato all'appalto martedì sera, lasciando nel caos lavoratori e famiglie. La società aveva ipotizzato una partenza a regime ridotto, sia per il numero di educatrici, sia per il monte ore da assegnare a ciascuna di esse. Una posizione incompatibile con l'articolo 12 del capitolato di gara, redatto dal Comune, secondo il quale «L'impresa aggiudicataria è tenuta a garantire la salvaguardia del personale educativo e ausiliario dell'operatore che gestiva il servizio del precedente appalto». Nel frattempo 25 lavoratrici e 65 bimbi sono rimasti a casa. Ieri in serata però l'accordo è stato trovato. La scuola riaprirà domani, la Cgil l'ha comunicato ieri alle 20. «Ce l'abbiamo fatta, la cooperativa terrà il personale al completo», ha detto Davide Benazzo (foto), segretario generale della Fp Cgil di Rovigo, che ieri mattina parlava così: «L'appalto è stato assegnato sei giorni prima della partenza, all'unica cooperativa che si era presentata. Come sindacato abbiamo immediatamente comunicato alla Cosep che sarebbe stato necessario il passaggio delle lavoratrici, che prima erogavano il servizio per Eurotrend. Cosep stava subentrando senza sapere quante e quali lavoratrici avrebbe trovato. Al nostro accordo per inquadrare le educatrici, la cooperativa ha risposto proponendo una riduzione del personale e del monte ore. Sostanzialmente non si sono resi disponibili ad assumere tutti per il primo settembre e l'asilo è rimasto chiuso. Il Comune non ha presentato nessuna alternativa e la sera prima dell'inizio Cosep è uscita dall'appalto. Il Comune avrebbe dovuto prorogare l'appalto alla cooperativa uscente, in modo da dare tempo a Cosep di organizzarsi, cosa non facile in appena sei giorni. Se rispettano le clausole sociali, assumendo le educatrici alle condizioni che spettano loro, il Bramante riapre subito. L'unione tra educatrici e famiglie è fondamentale per salvaguardare lavoro e servizio pubblico. Complessivamente, tra educatrici e ausiliarie, l'appalto riguarda 25 lavoratrici attive nel settore da più di vent'anni. La responsabilità del disservizio, più che della giunta, è di chi amministra i servizi scolastici. Le condizioni sono le stesse di prima, quindi il servizio pubblico deve essere lo stesso. Il Comune si è trovato impreparato a rispondere in modo adeguato alle esigenze delle famiglie. Se avessero fugato i dubbi sulla parte tecnica tutte le lavoratrici sarebbero state assunte per il primo settembre, ma così non è stato. Essendosi presentata una sola cooperativa sarebbe stato necessario predisporre un piano alternativo, in modo da evitare quello che è successo, con l'uscita all'ultimo di Cosep». «È più facile dare la colpa alle lavoratrici - ha detto un'educatrice -. Ci hanno proposto un patto di stabilità senza includere le ausiliarie che si occupano delle pulizie. Sono arrivati a chiedere alle maestre di pulire al posto delle ausiliarie». «Il Comune - secondo una mamma - avrebbe dovuto ammettere che non ci sarebbero state le condizioni per aprire oggi. Non è accettabile essere avvisati la sera prima per email, a meno di dodici ore dall'inizio. Siamo solidali con le educatrici e le ausiliarie per il servizio svolto, per merito loro non certo del Comune». Giacomo Capovilla © RIPRODUZIONE RISERVATA