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13/10/2018

Asili nido, tempi incerti e più lunghi per la sperimentazione dei voucher

La Stampa

La Regione vuole testare nel capoluogo il buono che consente la scelta tra pubblico e privato Ma serve una modifica alla legge che dovrà essere sottoposta all'attenzione del Consiglio Valle
È sfumata l'idea della coprogettazione per gli asili nido e i servizi alla prima infanzia del Comune di Aosta. Lo conferma l'assessore comunale alle Politiche sociali, Luca Girasole: «È una strada che non possiamo percorrere. Stiamo valutando la soluzione migliore e a giorni saremo pronti».

L'attuale servizio degli asili nido di Aosta prevede servizi in appalto, in strutture di proprietà pubblica, e si rifà al modello emiliano. Il futuro, approvato la scorsa settimana dalla Regione, prevede un modello a voucher, con le strutture pubbliche che saranno date in concessione e i privati a offrire un servizio; è il modello che oggi è attivo e consolidato nelle Marche. Nel mezzo, il Comune capoluogo valdostano, per evitare problemi nel passaggio tra un modello e l'altro, aveva ipotizzato di utilizzare il sistema di Bergamo: la coprogettazione. Un iter più snello dell'appalto, che avrebbe consentito di introdurre il sistema dei voucher senza «fare la rivoluzione» due volte.

Ad Aosta, i problemi si accavallano. A fine anno, scadono gli appalti per tre asili nido pubblici e per una «garderie», che offre un servizio orario più flessibile; il quarto nido pubblico, La Farfavola, è stato chiuso due anni fa e ha provato a camminare con le proprie gambe con un'offerta privata. Aveva annunciato la chiusura per l'estate, poi ha provato a tenere duro fino alla fine dell'anno in attesa dell'avvio della sperimentazione dei voucher. Per la garderie L'Apeluna è prevista la chiusura. Per il personale del nido di viale Europa, l'unico dei tre pubblici ancora gestito con personale comunale, è previsto a fine anno il rientro in servizio in municipio, in altri incarichi.

Il servizio in Valle è gestito dagli enti locali, sulla base di una legge regionale. E proprio la Regione vuole sperimentare ad Aosta i voucher: ogni famiglia potrà scegliere dove spendere il suo «buono nido» tra le strutture pubbliche in concessione e quelle private, che saranno state accreditate al sistema. Ma per sperimentare i voucher non basta una semplice delibera di giunta. Serve una modifica di legge, che dovrà passare in Consiglio regionale, allungando i tempi. La delibera di indirizzo è della scorsa settimana, e prevede la sperimentazione dei voucher ad Aosta (dove ci sono tre strutture pubbliche e altrettante private, che potrebbe scegliere di accreditarsi) dal settembre 2019. Il Comune deve trovare una soluzione per i prossimi otto mesi e il tempo stringe. a. man.

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