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29/09/2020

«Asili nido, Cga annullerà sentenza»

La Sicilia

Gestione. I legali delle cooperative escluse hanno impugnato il bando del Comune là «Esistono reali difformità nella procedura di gara non rilevate dal Tar, tra un mese analizzeremo il merito dei ricorsi» CONFCOOPERATIVE. «Il bando premia l ' aspetto quantitativo dell ' offerta tecnica, non quello qualitativo»
«A fine ottobre il Cga riteniamo possa annullare la sentenza di primo grado e a quel punto analizzare il merito dei ricorsi». Non si è chiuso, dunque, il contenzioso che contrappone quattro cooperative e il Comune sugli asili nido comunali. I legali delle cooperative che impugnarono il bando del Comune hanno depositato l ' appello al Cga dopo che il Tar, lo scorso agosto, aveva ritenuto " irricevibile e inammissibile " il ricorso per ragioni, dunque, formali. Senza perciò entrare nel merito delle contestazioni. È proprio sulle ragioni, tecniche e formali, di irricevibilità che i legali stanno puntando il loro appello al Cga. Lo hanno spiegato ieri mattina in conferenza stampa, dalla sede di Confcooperative Siracusa, che si è costituita in giudizio ad adiuvandum , mentre - va ricordato - le cooperative che nel frattempo hanno partecipato e vinto la gara si sono costituite ad opponendum , ossia contro il ricorso e a fianco alle ragioni del Comune. In conferenza stampa a sostenere le ragioni politico-sindacali del ricorso contro il bando comunale c ' era il presidente provinciale di Confcooperative, Enzo Rindinella. Mentre a spiegare in videoconferenza le ragioni tecniche dell ' impugnazione della sentenza di primo grado c ' era il legale delle cooperative ricorrenti, Pierpaolo Lucifora. Innanzitutto le ragioni formali dell ' appello al Cga, dunque. Il Tar ad agosto aveva ritenuto " tardiva " l ' impu gnazione (presentata il 5 novembre 2019) considerando il bando pubblicato nella Gazzetta europea (Guce) " il 17 settembre 2019 " , come si legge nella sentenza, e " sulla piattaforma Anac il 30 settembre " . Secondo la sentenza il Comune avrebbe anche avuto modo di rimediare al mezzo pasticcio che veniva a esso contestato, ossia aver pubblicato per errore il bando sbagliato (quello sui canili) sulla piattaforma Sitas (Sistema informatico telematico appalti Sicilia), in quanto lo avrebbe sostituito - secondo la sentenza - con quello giusto due giorni dopo. La doglianza dei legali delle cooperative ricorrenti era, già allora, che il bando in realtà non sia mai stato pubblicato nelle piattaforme legalmente pertinenti, bensì solo su piattaforme consultabili a fini conoscitivi. Ed è quello che ribadiranno in appello, anzi è proprio il punto su cui si basa tutto il ricorso al Cga. «La sentenza - spiega l ' avvocato Lucifora - ritiene che il bando sia stato pubblicato correttamente nella piattaforma Anac, che in realtà non è operativa. Non è mai stata costituita. Non è in funzione. Il Tar - prosegue - ha fatto una verificazione che ha riguardato altre pubblicazioni: la Gazzetta europea (Guce), la piattaforma Sitas (Sistema informatico telematico appalti Sicilia), che rappresentano pubblicazioni utili ai fini conoscitivi, ma che non valgono ai fini legali per la decorrenza del termine di impugnazione del bando. L ' unica pubblicazione che vale a questo fine - aggiunge - è infatti quella che dovrebbe essere fatta sulla piattaforma Anac. Fintanto che non entra in funzione la piattaforma Anac, a questo fine, vale la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana (che non è quella Europea): riguardo a questo non è stata nemmeno citata nella memoria difensiva del Comune. Mentre a nostro modo di vedere - conclude il legale sull ' aspetto formale del ricorso - è l ' unica pubblicazione che oggi vale in Italia ai fini legali, ossia ai fini di segnare il termine dei 30 giorni entro i quali eventualmente impugnare il bando di gara». Una disposizione del codice degli appalti pubblici direbbe questo, e su questo basano il loro appello al Cga le cooperative ricorrenti. Che fatto valere questo punto, punterebbero alla discussione nel merito. Ossia su quelle che l ' avvocato Lucifora chiama " le reali difformità di questa procedura di gara " . E sarebbero: «Il costo del lavoro basso perché determinato male, in termini concreti si traduce nel non riuscire a mantenere, per le cooperative, le retribuzioni del personale che impiega: cosa che ha impedito alle cooperative di presentare un ' offerta». Poi ci sarebbe il costo della retta: «Insufficiente 1,50 al giorno», dicono sia il legale, sia il presidente Confcooperative Rindinella. «Si traduce in istanza di servizio bassissima», aggiunge Lucifora. Altro aspetto tecnico rilevato sia da Lucifora, sia da Rindinella: «Il bando premia l ' aspetto quantitativo dell ' of ferta tecnica, non quello qualitativo. In questo progetto tecnico - spiega il legale -, per giurisprudenza costante, per le indicazioni date dall ' Anac in questi anni, devi premiare la qualità. Il bando premia quantità (più mi tieni aperto più punti ti do). Questo avvantaggia la stazione appaltante, ma il codice dei contratti pubblici, secondo noi, non ammette questa offerta». Il presidente di Confcooperative Rindinella al fianco delle ricorrenti, dunque: «Il dovere come associazioni di rappresentanza - spiega - ci ha spinti a sostenere queste cooperative nel ricorso al Cga. Perché riteniamo che i motivi fondanti del ricorso, al Tar non siano stati presi in considerazione». M MASSIMILIANO TORNEO