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07/10/2018

Asi, polemica sulla nomina di Targhetta

Il Gazzettino

CITTADELLA
«Un anno dopo il tentativo di corruzione da parte di Enzo Targhetta, non sono stato io a nominarlo amministratore unico della nostra società pubblica di servizi Asi, ma i sindaci della federazione del Camposampierese. Il mio voto non è stato determinante e chi ha preso la decisione non sapeva delle indagini in corso perché vigeva il segreto istruttorio. Sono altresì convinto che i sindaci che hanno voluto Targhetta fossero in buona fede e ignari di tutto».
I SASSOLINI DEL PRESIDENTE
Il presidente di Etra Andrea Levorato gioca a carte scoperte e all'inaugurazione del centro raccolta di Loreggia si toglie qualche sassolino da chi lo accusa di incoerenza decisionale: «Nella società Asi (agenzia di sviluppo e innovazione) noi siamo in minoranza societaria, perciò la nomina di Enzo Targhetta amministratore unico era appannaggio dei soci di maggioranza, ovvero i sindaci - spiega seraficamente Levorato -: da questa vicenda emerge una multiutilty ancora più forte, che non tollera e non subisce le illegalità e che non è disposta a scendere a compromessi».
L'indagine in corso da parte della Procura di Padova sulla proroga di alcuni appalti del servizio asporto rifiuti della società De Vizia ha coinvolto il presidente della multiutility Levorato e l'ex amministratore di Asi Enzo Targhetta per un giro di tangenti denunciate dallo stesso Levorato alla fine del 2015.
I DUBBI DEL CONSIGLIERE
A parlare del tentativo di corruzione è stato il manager di Etra, ma per il consigliere della federazione Domenico Zanon qualcosa non quadra: «La vicenda è inquietante - sbotta l'avvocato ex sindaco di Camposampiero -, anche se il presidente di Etra doveva osservare il segreto istruttorio, cosa che io dubito in quanto non credo che il procuratore abbia autorizzato Levorato a fare l'agente provocatore per scoprire le tangenti e il malaffare, perché in presenza di atti e azioni illegali denunciate sono state concesse le proroghe a continuare i servizi alle aziende incaricate alla raccolta rifiuti senza bando pubblico?- si chiede Zanon -. In questa storia le mazzette puzzano più dei rifiuti». Zanon non crede alla buona fede e alla ignoranza di tutti i sindaci che hanno preso la decisione di assegnare, il 23 dicembre 2016, il ruolo di amministratore della partecipata Asi a Enzo Targhetta, l'uomo che avrebbe consigliato di dividersi i 4500 euro di mancia per trascorrere un buon Natale con Levorato. «Federazione e Etra hanno votato all'unanimità la nomina di Targhetta - sostiene Zanon - e dunque la questione di sapere o non sapere non trova una spiegazione logica. Il soggetto corruttore viene dal mondo politico del centrodestra, quasi tutti i sindaci della federazione si rifanno al centrosinistra: possibile che nessuno prima di nominare l'amministratore di Asi non sapesse nulla e non si sia sorvegliato? Per Etra non bastano i grandi numeri di utili e dividendi. Ci vuole più serietà».
LE PRECISAZIONI DI DE VIZIA
Intanto, in merito all'indagine della squadra mobile sul presunto tentativo di corruzione denunciato dal presidente del Consiglio di gestione di Etra spa Andrea Levorato nei confronti di Enzo Targhetta, la società De Vizia Transfer, con sede legale a Torino, precisa che il riferimento alla società De Vizia fatto da Levorato «risulta del tutto inappropriato ed infondato, non avendo tra laltro, la stessa (De Vizia) mai conosciuto il signor Enzo Targhetta come dallo stesso dichiarato. La società ha dovuto necessariamente, ed obbligatoriamente, garantire la prosecuzione dei servizi, attraverso proroghe disposte dalla stazione appaltante, in ottemperanza agli obblighi connessi alla natura dei servizi stessi, pubblici essenziali. Tra l'altro, non senza aver invitato e diffidato la stazione appaltante Etra spa a dare immediato corso alle procedure di evidenza pubblica necessarie alla individuazione del nuovo appaltatore, senza che si rendesse necessaria una ulteriore proroga contrattuale. Il clamore sollevato nei confronti della De Vizia Transfer - conclude la nosta dell'azienda -, leader in Italia nella gestione ambientale, è del tutto infondato in quanto falso ed altamente diffamante, e arreca gravi danni allimmagine della società».
L.Ma.-M.C.

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