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27/11/2019

Arrivano tre milioni dal «lodo-metano» Ma il centrodestra attacca l’ex Russo

Il Mattino

SANT'ANTIMO
Nella Capasso
Il lodo arbitrale con la società che gestiva la rete e la fornitura del gas metano, procedura aperta dal comune nel 2013, frutterà all'ente oltre tre milioni di euro. È quanto ha stabilito la corte di appello di Napoli, confermando il contenuto della sentenza di primo grado di giugno 2017. Il contenzioso fu avviato per il mancato versamento nelle casse del comune dell'aggio sul servizio da parte della società concessionaria . La vicenda ha assunto risvolti di natura politica per una diatriba tra l'ex primo cittadino Pd, Aurelio Russo, che ha guidato la città da giugno 2017 allo scorso luglio, ed il centro-destra.
LE ACCUSE
A stigmatizzare il comportamento di Russo erano intervenuti i rappresentanti della minoranza consiliare. Ad inizio luglio 2018 , in attesa del secondo grado di giudizio, l'ex consigliere Corrado Chiariello aveva accusato Russo di voler rinunciare ai soldi che erano stati riconosciuti al comune dalla sentenza di primo grado e di aver avviato da tempo, in spregio al codice degli appalti, una trattativa riservata con la stessa società concessionaria che ha già dimostrato di essere inaffidabile. La finalità, secondo Chiariello, sarebbe stata affidare a persone vicine al primo cittadino lavori per interventi alla rete del gas metano. Russo replicò chiarendo che l'operazione che stava conducendo era «una scelta dettata dalla responsabilità e dal coraggio necessari per amministrare». L'ex primo cittadino precisò che «a trarre vantaggio dal progetto sarebbe stata solo la città, che sarebbe stata completamente metanizzata, a fronte di un attuale 40%». Russo aveva previsto che parte del credito vantato dall'ente sarebbe stato reinvestito per ammodernare la rete, circa due milioni di euro, mentre il rimanente sarebbe stato pagato in contanti dalla società concessionaria. Alla luce della conclusione dell'iter si registra anche l'intervento del capogruppo di Forza Italia al consiglio della Regione Campania, Armando Cesaro, originario di S.Antimo, che nella giornata di ieri ha dato pubblicità alla notizia.
Il consigliere mette ancora una volta l'accento sulla posizione dell'ex sindaco che avrebbe mostrato «malafede, perché, per ragioni ancora tutte da chiarire, ha ostinatamente rinviato per ben due anni l'incasso di queste risorse, privando i cittadini di servizi importantissimi». La vicenda è l'occasione per Cesaro di esprimere un giudizio complessivo sull'operato dell'ex sindaco, che accusa di sperperi.
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