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30/09/2018

«Arriva il team Mani di Forbice»

Il Centro

Governo pronto a formare una task force chiamata a elaborare un piano di tagli
di Silvia Gasparetto ROMA Non solo deficit. Per assicurare le risorse necessarie ad attuare le promesse del contratto gialloverde il governo sta pensando di mettere in campo un «team mani di forbice», come lo ha battezzato Luigi Di Maio, chiamato a elaborare un piano di tagli da inserire nella prossima manovra, ma che potranno andare a regime in un anno e mezzo e che dovrebbero assicurare almeno 3-4 miliardi. A conti fatti l'extra indebitamento per circa 27 miliardi il prossimo anno sarà infatti assorbito in gran parte da uscite «obbligate», come lo stop agli aumenti Iva (12,5 miliardi), le spese indifferibili (circa 3,6 miliardi), e l'aumento degli interessi sul debito che potrebbe aggirarsi sui 3-4 miliardi. La coperta quindi rimane corta, tanto che, ad esempio, lo «smontaggio» della legge Fornero aprirà sì le porte della pensione per chi raggiunge 'quota 100' con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi ma si limiterà a questo, rinviando l'introduzione di 'quota 41', cioè la possibilità di lasciare il lavoro indipendentemente dall'età anagrafica una volta raggiunti 41 anni di contributi. La questione, assicura Di Maio, sarà affrontata nel 2019. In attesa di trovare una soluzione compatibile con i conti si dovrebbe intanto bloccare l'aumento di 5 mesi, legato all'aspettativa di vita, per le pensioni anticipate. Anche nel 2019, quindi, si dovrebbe continuare a poter uscire con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 3 mesi per le donne) invece che con 43 anni e 3 mesi. Anche «opzione donna», cioè l'anticipo con il ricalcolo dell'assegno, dovrebbe essere confermata. Tutta da definire anche la platea di reddito e pensione di cittadinanza: «I 780 euro - spiega il leader M5S - significa che nessuno potrà guadagnare o avere una pensione minima inferiore a 780 euro». Quindi i 10 miliardi di stanziamento annunciato, sottolinea, non vanno divisi per i 6,5 milioni che si vorrebbero raggiungere - che potrebbero corrispondere alle persone calcolate da Eurostat in «grave deprivazione materiale», 6,1 milioni nel 2017 - perché in molti casi ci saranno «delle integrazioni» per arrivare a un assegno di 780 euro. In più leggendo la nota di aggiornamento al Def, che a due giorni dal Consiglio dei ministri che l'ha approvata ancora non è stata pubblicata, secondo Di Maio si vedrà «il più grande piano di investimenti della storia italiana», con «le città che diventeranno cantieri» grazie a 15 miliardi per infrastrutture, digitale e ristrutturazione degli edifici pubblici. In gran parte, spiega chi è al lavoro sul dossier, si tratterà di sbloccare risorse già a bilancio per i progetti effettivamente cantierabili mentre i fondi effettivamente aggiuntivi, per il 2019, dovrebbero aggirarsi sui 3 miliardi (0,2% del Pil). Con il decreto fiscale in preparazione per ottobre, che accompagnerà la manovra, il vicepremier ha poi annunciato l'arrivo di tre interventi a favore delle imprese: una semplificazione del codice degli appalti, la riforma del codice civile e un «pacchetto di sburocratizzazione».

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