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23/03/2021

Arretrati per 30 milioni Ora l’indotto batte cassa

Corriere del Mezzogiorno

L'altro caso
Domani un vertice convocato dal prefetto
TARANTO L'indotto che lavora per ArcelorMittal vive di precarietà. I crediti delle ditte si accumulano ma la committente paga con scarsa puntualità servizi e lavori già effettuati. Oggi la platea delle imprese appaltatrici iscritte a Confindustria vanta arretrati per circa 30 milioni. Due settimane fa il prefetto Demetrio Martino riuscì a sbloccare pagamenti per 3,7 milioni, un anticipo che ha potuto soddisfare solo un segmento degli scontenti. Così domani le aziende dell'indotto-appalto saranno sotto la sede della prefettura, terminale di ogni protesta, per un sit in che avrà inizio alle 9. Una delegazione della sezione metalmeccanica sarà ricevuta dal prefetto alle 11. Nel precedente incontro fu chiesto la creazione di una cabina di regia per monitorare in continuo il rapporto tra ArcelorMittal e la platea dei fornitori e il sindacato chiese anche di essere inserito nel gruppo di verifica. Attende una risposta. I mancati pagamenti puntuali della committente si riflettono sulle ditte che, a loro volta, non pagano i propri dipendenti. Riescono a dare qualche anticipo ma gli arretrati si accumulano. Un circolo vizioso che sta mettendo in crisi l'intero sistema che conta su circa quattromila lavoratori. A questa situazione di grande precarietà complessiva si aggiunge un ulteriore problema che riguarda la Alliance Green Service, arrivata a Taranto pochi anni fa assorbendo lavoratori di altre ditte. Dalla fine di questo mese ArcelorMittal non le rinnoverà più il contratto e più di 200 lavoratori rischiano di rimanere senza occupazione. Sono salvaguardati dalla clausola sociale legata al contratto multiservizi, ma l'eventuale passaggio in altra ditta potrebbe comportare l'adozione di nuove regole. Un'incognita per tutti i dipendenti. Martedì prossimo, informa la Fisascat Cisl, si discuterà presso l'ufficio territoriale della Regione Puglia. «Vertenze Collettive» la questione di q u e s t i 2 3 0 l a vo r a to r i c h e «passeranno ad altre aziende senza ancora alcuna informativa o trasparenza da parte della committente ArcelorMittal sul perché della cessazione del contratto con una società che opera nelle loro acciaierie in tutto il mondo». Secondo l'Usb, l'appalto passerà «senza alcuna gara ad aziende multiservizi» probabilmente «riconducibili a Semat e Sea». L'organizzazione sindacale definisce «vergognoso il cambio di appalto in un momento in cui, con la pandemia in atto e le grandi criticità legate all'appalto ArcelorMittal, in primis i mancati pagamenti, bisognerebbe al contrario creare serene condizioni di lavoro e stabilità». Per l'Usb, «le unità lavorative devono essere assorbite tutti nel rispetto degli impegni siglati con Ags. Rifiutiamo nettamente l'idea che i cambi di appalto determinino importanti e dolorose perdite di posti di lavoro, di salario e di diritti». C. B.

Foto: emetrio Martino Sono riuscito a sbloccare già pagamenti per 3,7 milioni