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20/03/2021

Arresti a Pavia per il servizio ambulanze Un esposto anche per l’appalto a Seriate

Eco di Bergamo - stefano serpellini

L'indagine Dal 1° aprile all'Asst Bergamo Est trasporto pazienti affidato alla coop sotto inchiesta I concorrenti: base d'asta bassa, costringe a offerte anomale. La replica: lavorato sempre bene
È un esposto che la Guardia di finanza di Bergamo ha in mano dalle scorse settimane e in cui vengono rappresentate prospettabili anomalie sul servizio ambulanze che evocano quelle contestate nell'inchiesta della Procura di Pavia che ieri ha portato all'arresto per turbata libertà d'incanti e frode nelle pubbliche forniture di 4 persone; il dg dell'Asst pavese Michele Brait, il responsabile delle gare Davide Rigozzi e i fratelli Antonio e Francesco Calderone, ritenuti gli amministratori di fatto della First Aid One, la coop che s'è aggiudicata l'appalto dell'Asst di Pavia per il trasporto sanitario interaziendale (pazienti, tranne le emergenze in carico al 118, e materiale sanitario).

In sintesi, secondo la Procura pavese, la coop avrebbe accettato di fornire servizi su una base d'asta ribassata del 25% rispetto alle normali tariffe e per non perderci dal punto di vista economico sarebbe incappata in una serie di inadempienze che comprenderebbero la mancata pulizia e sanificazione delle autolettighe dopo ogni trasporto, la sosta e il ristoro non sempre assicurati al personale, i «numerosi ritardi nell'espletamento del servizio» («I Pronto soccorso hanno segnalato ritardi nella gestione dei servizi urgenti»), l'inadeguato «ricovero delle ambulanze» che, secondo l'accusa, restavano parcheggiate anche sulla pubblica via, una remunerazione della prestazione lavorativa ai dipendenti che in parte, per l'accusa, figurava come «attività di volontariato».

La First Aid One il 1° aprile comincerà a lavorare anche per tutti i presidi dell'Asst Bergamo Est, compreso il Pesenti Fenaroli di Alzano, l'ospedale in cui si erano registrate ufficialmente le prime vittime di Covid e che ora è oggetto di un'inchiesta della Procura di Bergamo. La coop, che ha sede legale a Pesaro, il 21 gennaio scorso ha vinto la gara d'appalto indetta nel luglio scorso dall'azienda socio sanitaria di Seriate. Per la quale sta già lavorando dal 2016, visto che si occupa del trasporto interaziendale degli ospedali di Piario e di Lovere. Fra 12 giorni, però, il servizio sarà suo anche nei presidi dove attualmente opera un'Ati composta da Associazione Croce Verde di Bergamo, Croce Rossa Italiana (comitato Bergamo-Hinterland) e cooperativa Padana Emergenze. Ati che ha deciso di non partecipare al bando, ritenendolo insostenibile dal punto di vista economico. Base d'asta di due milioni e 354 mila euro per assicurare, per 18 mesi, in tutti gli ospedali dell'Asst un numero minimo di 26 ambulanze in servizio perché coprano il trasporto programmato, quello non programmato (da eseguire entro un'ora dalla chiamata), quello in regime di urgenza (entro 40' dalla chiamata) e di emergenza (entro 20', esclusi i casi di competenza del 118). Facendo un calcolo, l'Ati ha stimato che solo di personale andrebbe incontro a una spesa di più di 9 milioni di euro l'anno, quasi 7 milioni in più della base d'asta. First Aid One ha invece assicurato 46 ambulanze, 56 soccorritori, 56 autisti, più gli operatori della centrale.

L'Ati ha presentato ricorso al Tar contro il bando che, secondo l'avvocato Angelo Capelli «ha condizioni che costringono a presentare offerte anomale». In primo grado i giudici amministrativi lo hanno però ritenuto infondato («Non ricorrono in specie elementi atti a suffragare la denunciata oggettiva impossibilità, per i concorrenti, di formulare un'offerta competitiva»), dando ragione ad Asst Bergamo Est (avvocato Marco Saita) e a First Aid One (avvocato Crescenzio Santuori), mentre in secondo grado il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta di sospensiva e si pronuncerà nel merito nell'udienza del 15 aprile.

Ma ora da amministrativa la faccenda potrebbe farsi penale. Perché nelle scorse settimane il responsabile dell'Ati (Croce Verde, Cri e Padana Emergenze) ha presentato un esposto alla Gdf di Bergamo, trasmesso per conoscenza nei giorni scorsi anche alla Gdf di Pavia. Nel documento si lamenta che uno degli amministratori della coop vincitrice avrebbe precedenti per frode e omessa contribuzione, ma che non sarebbero stati dichiarati come invece vuole l'articolo 80 del codice degli appalti. Un'altra segnalazione è relativa ai mezzi indicati per il servizio, alcuni dei quali risulterebbero operativi anche in altre Asst. In più, la mancanza di una sede per le ambulanze, che rischierebbero - come contestato a Pavia - di rimanere parcheggiate per strada e le lamentele di alcuni medici per alcuni servizi di trasporto non proprio impeccabili come tempistica a Piario e Lovere. E infine, il dubbio che incombe su questa vicenda: come farà First Aid One a stare nei costi senza rischiare di essere inadempiente?

No comment dall'Asst Bergamo Est. Alla First Aid One preferiscono non sbilanciarsi: «C'è un'inchiesta in corso (quella di Pavia, ndr)». «Siamo fiduciosi e sereni - si limita a dire Luca Ferrajolo, referente della cooperativa -. Non abbiamo nulla da nascondere, abbiamo sempre lavorato al meglio e continueremo a farlo, convinti che l'inchiesta si concluderà nel miglior modo possibile per tutti».