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11/03/2021

Arrestato per corruzione il sindaco di San Vincenzo

La Repubblica - Andrea Vivaldi

Gli indagati sono 23
Terremoto giudiziario nella giunta comunale di San Vincenzo, sulla costa livornese. Un'indagine della guardia di finanza ha scoperchiato un sospetto sistema di abusi edilizi, appalti truccati e favoreggiamenti. Il sindaco Alessandro Massimo Bandini, 54 anni, è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione. In tutto ci sono 23 indagati, tra cui anche la vicesindaca Delia Del Carlo e due assessori in carica: Massimiliano Roventini, incarico all'urbanistica, ed Elisa Malfatti, turismo e ambiente.
● a pagina 8 Terremoto giudiziario nella giunta comunale di San Vincenzo, sulla costa livornese. Un'indagine della guardia di finanza ha scoperchiato un sospetto sistema di abusi edilizi, appalti truccati e favoreggiamenti. Il sindaco Alessandro Massimo Bandini, 54 anni, è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione. In tutto ci sono 23 indagati, tra cui anche la vicesindaca Delia Del Carlo e due assessori in carica: Massimiliano Roventini, incarico all'urbanistica, ed Elisa Malfatti, turismo e ambiente. Sotto la lente d'ingrandimento della Procura di Livorno anche Antonio Russo, ex assessore al patrimonio, e Salvatore De Priamo, ex segretario comunale, per cui è stata richiesta l'interdizione dai pubblici uffici. Agli arresti domiciliari pure i due titolari della ditta Dal Pont (pare e figlio), imprenditori nel settore dell'edilizia che avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti. Secondo gli inquirenti, il Comune avrebbe assecondato le richieste delle ditte, dando ad esempio autorizzazioni urbanistiche, e ricevendo in cambio sostegno politico e finanziario per la ricandidatura del sindaco alle amministrative di maggio 2019. Elezioni poi vinte con il 49,30% dei voti tramite la lista di centrosinistra "San Vincenzo c'è".
Le indagini sono iniziate nel 2018, quando alcuni cittadini si lamentarono per il rialzo di un palazzo, vicino alle loro case, che copriva la vista mare. Il Comune, andando incontro alle richieste delle ditte, avrebbe permesso di sopraelevare l'immobile di un piano, portando di conseguenza a una modifica dello skyline sul fronte della spiaggia. E avrebbe inoltre concesso il cambio di destinazione d'uso dell'immobile, trasformandolo da ristorante (prima denominato "Il faro") a locazione residenziale. Un provvedimento per due volte poi annullato dal Tar della Toscana, perché in contrasto proprio con le norme urbanistiche comunali. Dalle indagini sarebbero emerse inoltre «reiterate condotte di ritenuto abuso edilizio - spiegano le fiamme gialle di Livorno - agevolate da altri comportamenti delittuosi: dal falso in atto pubblico alla corruzione, alla turbata scelta del contraente negli appalti ad opera d'imprenditori e funzionari».
Oltre al caso del ristorante, ci sono infatti altri quattro episodi contestati. I più importanti sono due appalti per lavori di viabilità che hanno portato alla costruzione di una rotatoria e all'allargamento di una strada, entrambe conducenti al camping Albatros di San Vincenzo, del valore di 775 mila e 169 mila euro. Secondo l'accusa, il sindaco e altri indagati avrebbero favorito la Dal Pont nell'affidamento dei lavori per queste opere pubbliche. E in seguito gli imprenditori avrebbero messo a disposizione di Bandini il 2% dell'importo degli appalti ottenuti, circa 18 mila euro, per la sua campagna elettorale. In più avrebbero anche finanziato lo spettacolo, organizzato dal Comune, "Miss Livorno 2018 Miss Notte Rosa". Tra gli altri casi monitorati, anche l'affidamento in concessione dei servizi di una spiaggia attrezzata per animali domestici, un tratto di arenile di competenza pubblica. In questo caso il sindaco, emergerebbe dalle intercettazioni, avrebbe favorito un soggetto a lui vicino. Nell'ordinanza si avanzano sospetti sull'affidamento della gestione di un bar, sempre di proprietà pubblica, collocato all'interno di un circolo tennis. Per entrambi i casi è stato contestato il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. La guardia di finanza ieri mattina nel corso di un blitz ha così notificato nella sede del municipio la misura cautelare al sindaco Bandini e avviato le perquisizioni ai 23 indagati per ulteriori accertamenti. Nel gruppo tra gli altri ci sono, oltre agli amministratori, i titolari delle aziende edilizie e i gestori degli spazi pubblici (come per esempio di un tratto di spiaggia).
I controlli sono stati effettuati nelle province di Livorno (a Rosignano Marittimo, San Vincenzo, Campiglia Marittima e frazione Venturina, Castagneto Carducci, Bibbona e Piombino), Firenze (a Pontassieve), Grosseto (a Follonica) e Roma.

Foto: L'inchiesta È stata la Guardia di finanza a svolgere le indagini sul caso degli appalti nel Comune di San Vincenzo