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15/01/2021

Arrestato nel 2016 per corruzione Luca Claudio è tornato uomo libero

Il Mattino di Padova - Cristina Genesin

L'ex sindaco di Abano e Montegrotto affronterà altri due processi per abuso d'ufficio e bancarotta
Cristina Genesin / Abano Ora è solo un libero cittadino Luca Claudio, 49enne ex "reuccio" delle Terme, per dieci anni sindaco prima a Montegrotto poi ad Abano, pronto a dettar legge su appalti e lavori pubblici in cambio di una percentuale. Libero dopo un anno e due mesi trascorsi in carcere; 7 mesi agli arresti domiciliari; 7 mesi di nuovo libero (in attesa della pronuncia tribunale di Sorveglianza in merito alla richiesta di affidamento in prova) e, infine, 2 anni e 3 mesi in affidamento in prova. I reati di cui è stato ritenuto responsabile? Concussione per induzione, corruzione, concussione e turbativa d'asta. Giustizia saldataConto con la Giustizia pienamente adempiuto di fronte a un patteggiamento per tangenti di tre anni, 11 mesi e 15 giorni saliti a un totale di pena pari a 4 anni e 5 mesi (l'ex primo cittadino era stato condannato anche a 5 mesi e 15 giorni per la mazzetta, mai intascata, nell'ambito dei lavori di bonifica nella discarica di Giarre). Nessun commento da parte del diretto interessato che, il 3 marzo 2017 appena scarcerato per andare agli arresti domiciliari, si era lasciato andare a un'intervista a ruota libera. Neanche tre giorni di prigione tra mura domestiche ed era di nuovo tornato in cella: forse memore di quella brutta esperienza, ora ha optato per il silenzio continuando a lavorare nella cooperativa veneziana, la cooperativa sociale Nebo a Favaro Veneto. Dentro e fuoriL'arresto scatta all'alba del 23 giugno 2016: da mesi la Guardia di Finanza coordinata dal pm padovano Federica Baccaglini sta indagando sul sistema ben oliato messo in piedi e gestito da "mister 10 per cento", soprannome dell'allora sindaco di Abano Luca Claudio, già al secondo incarico amministrativo. A supportarlo, il braccio destro Massimo Bordin, che lo ha rimpiazzato sulla poltrona di primo cittadino a Montegrotto dopo due mandati, e altri assessori ed esponenti della maggioranza, tutti finiti sotto inchiesta. In che cosa consisteva il sistema Claudio? Non c'era aspetto della vita amministrativa che potesse sfuggire alla regola del pagamento di una tangente. In carcere Claudio ci resterà fino al 3 marzo 2017 quando il suo difensore (il penalista Ferdinando Bonon) riesce a ottenere gli arresti domiciliari dopo 252 giorni dietro le sbarre e un patteggiamento (avvenuto nel gennaio 2017) ridotto di qualche mese in Cassazione (da 4 anni a 3 anni, 11 mesi e 15 giorni). L'ex sindaco si trasferisce in un appartamento in affitto nel Rodigino, a Porto Levante, per scontare la detenzione domiciliare. La rabbia covata dentro è tanta. Così, nonostante il divieto di parlare, rilascia un'intervista al Mattino. E se dall'inchiesta emerge quella di un politico di provincia che ha costruito un sistema di potere locale dove solo chi paga ottiene e gli altri sono tagliati fuori (il gip nell'ordinanza cautelare non aveva esitato di descrivere Abano come un paese «senza anticorpi», in cui «tutti sapevano e nessuno denunciava»), Luca Claudio nega e si sfoga. Di più, accusa tutti tirando in campo pure i poteri forti: «Mi hanno voluto mandare in esilio, perché ho dimostrato di poter vincere senza nessuno alle spalle». Quanto basta perché scatti la revoca della misura più lieve, così il 6 marzo 2017 Luca Claudio è obbligato a rifare la valigia e a tornare in cella. Il 10 aprile l'ennesimo "miracolo" del difensore Bonon. E l'ex primo cittadino ottiene gli arresti domiciliari. Nel frattempo (sempre autorizzato dal tribunale di Sorveglianza) si trasferisce a Milano dove ottiene un lavoro comne manager dell'Espresso Hotel Milano Darsena, un albergo a tre stelle nel cuore dei Navigli. Il 3 novembre 2017, tuttavia, gli viene notificato l'ordine di scontare il residuo del cumulo di condanne diventate definitive (3 anni, un mese e 7 giorni in seguito al processo sulla discarica di Giarre). Ed è trasferito nel carcere milanese di San Vittore prima e di Mantova poi per scontare la sanzione fino all'8 marzo 2018 quando sarà scarcerato in via definitiva (otterrà anche circa 200 giorni di liberazione anticipata, pari a 45 giorni ogni sei mesi di detenzione). Le norme prevedono che se la pena è inferiore ai 4 anni, quest'ultima può essere sospesa per consentire al condannato di presentare la richiesta di affidamento in prova. Richiesta che, corredata da un dettagliato piano, viene trasmessa al tribunale di Sorveglianza, pronto a concedere la misura alternativa a partire dal 3 ottobre 2018. Misura che, quanto alla sua durata, arriva al capolinea il 12 gennaio. Ultimi guaiA carico di Luca Claudio sono ancora in piedi due processi. Il primo è per concorso in abuso d'ufficio: si tratta di 175 mila euro erogati dai Comuni di Montegrotto e Abano al Consorzio Terme Euganee per un progetto di promozione turistica in Cina, che non portò a nulla, attraverso la società Anmin srl di cui Amnin Peng, coimputata era amministratrice. Il secondo processo è a carico di Claudio per bancarotta in seguito al fallimento della società di cui era amministratore (società che gestiva l'Hotel Caesar di Montegrotto). --© RIPRODUZIONE RISERVATA