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23/04/2020

Aria di ricorsi per l’ospedale Covid Frattale contesta l’appalto a Colasante

Il Messaggero

IL TITOLARE DI EDILFRAIR CHIEDE CHIARIMENTI ALL'ARIT SUI REQUISITI DEL COMPETITOR A PARTIRE DALLA WHITE LIST
L'INTOPPO
PESCARA I lavori per la realizzazione del nuovo ospedale Covid di Pescara non sono ancora partiti e c'è già il primo intoppo. Minaccia ricorsi la Edilfrair di Gianni Frattale, giunta seconda nella procedura a inviti bandita dalla Regione Abruzzo tramite l'Aric e vinta dalla Omnia Servitia di Antonio Colasante. Il re dei global service si è aggiudicato l'appalto con una proposta di ribasso del 29,5%, superando al fotofinish l'offerta della Edilfrair, spintasi fino al 28,7%. Non è una questione di poco conto, soprattutto considerando che Frattale, ex presidente di Ance Abruzzo, non è un avventuriero ma un imprenditore che la sa lunga sulle procedure di appalto. Il costruttore aquilano, avanza una serie di ombre sulla gestione della gara, anche se per il momento si è limitato ad inviare una richiesta di chiarimenti alla commissione dell'Aric, riservandosi di intentare azioni legali in caso di risposte insoddisfacenti. La Edilfrair chiede innanzitutto di sapere «se la Omnia Servitia, alla data dell'offerta, era iscritta alla white list della Prefettura di Pescara», requisito in assenza del quale, sulla base della lettera di invito, è prevista l'esclusione. La ditta aquilana rimarca che già il 16 aprile scorso aveva presentato la stessa richiesta, senza ottenere risposta. Probabile che Frattale si interroghi sulla compatibilità tra il nulla osta prefettizio e i trascorsi giudiziari di Colasante, più volte finito sotto la lente della magistratura e recentemente rinviato a giudizio, per concorso in abuso d'ufficio, per il servizio di noleggio e lavaggio di biancheria negli ospedali della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti. La Edilfrair chiede inoltre di sapere se è vero che, stando a quanto trapelato sugli organi di stampa, alcuni operatori economici avrebbero assistito all'apertura delle offerte. Ma Frattale si spinge anche oltre, fornendo alcuni dettagli su quanto accaduto nei due giorni di standby seguiti all'apertura delle buste. In particolare riferisce che alle 16,14 del 16 aprile due ore dopo che la Regione, sul proprio sito istituzionale, aveva annunciato l'avvenuta apertura delle buste sono state richieste a Edilfrair, con lettera del Rup, le giustificazioni dei costi della manodopera, in base al codice degli appalti. La risposta è arrivata, nei tempi concessi, il giorno stesso. «Tuttavia con grande sgomento mette in luce Frattale nella nota inviata alla commissione di gara il 17 aprile, alle 19.49, il Rup chiede ulteriori integrazioni fissando il termine perentorio, a pena di esclusione automatica, per le 22 dello stesso giorno, ossia entro due ore». Una richiesta che, in tempi record, la Edilfrair è riuscita comunque a soddisfare. Tuttavia Frattale evidenzia come «l'assenza di un progetto definito posto a base di gara non avrebbe reso possibile una simile richiesta e in condizioni di normalità l'articolo 97 del codice degli appalti - riguardante offerte anormalmente basse - prevede che per le giustificazioni di cui si parla la stazione appaltante conceda un termine non inferiore a 15 giorni». Circostanza che induce l'ex presidente dell'Ance a parlare di «evidente illegittimità e strumentalità della richiesta» e a minacciare ricorsi. L'ambiziosa sfida dell'ospedale pronto in tre mesi rischia dunque di impantanarsi sul nascere.
Stefano Buda
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