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10/12/2019

Arena Duse, bando annullato Sviluppo Italia chiede i danni

La Nuova Venezia - Elisabetta B. Anzoletti

Progetto da 5,5 milioni naufragato: il gruppo vuole un risarcimento dal Comune Il leghista Dolfin: «È una beffa, quell'area resta senza alcuna prospettiva» Sottomarina. la struttura nel degrado
Elisabetta B. AnzolettiSOTTOMARINA. Richiesta di ristoro dei danni per 39.000 euro per il bando annullato della riqualificazione dell'arena Duse. Il 2 dicembre è arrivata sul tavolo del sindaco Alessandro Ferro una richiesta danni a firmata del gruppo Sviluppo Italia, che aveva partecipato al bando nel 2017 con un progetto di riqualificazione di 5.5 milioni di euro, che si riserva in caso di mancato risconto di procedere con le vie legali.A sollevare il caso il consigliere della Lega Marco Dolfin che con un accesso agli atti è venuto in possesso di copia della lettera inviata dagli avvocati della società. Il bando era stato anticipato da una manifestazione di interesse per capire se ci fossero soggetti nel territorio, ma anche esterni, pronti a accollarsi la riqualificazione del compendio dell'Arena che da anni versa in condizioni di evidente degrado. Il teatro all'aperto non è più agibile e registra progressivamente un deterioramento strutturale dovuto anche all'assenza di copertura. Da anni viene utilizzato solo l'edificio fitness sede di alcuni associazioni e il parcheggio, oggetto anche di soste abusive dei camper. Strada facendo la manifestazione d'interesse, vedendo che c'erano dei riscontri, si è trasformata in un vero e proprio bando, pubblicato a luglio 2017, che dava tempo fino al 15 settembre successivo per presentare progetti dettagliati con ipotesi di spesa. A quel punto i soggetti si sono affidati a professionisti per presentare tutta la documentazione richiesta entro la scadenza. «Tra questi anche la società Sviluppo Italia», spiega Dolfin, «che aveva presentato un progetto ambizioso, da 5.5 milioni di euro, in cui si prevedeva un ambito commerciale, la riqualificazione completa di tutta l'area esterna, la copertura dell'Arena, alcuni spazi mantenuti dal Comune per uso pubblico e la creazione di un centinaio di posti di lavoro. Il bando procede, viene nominata una commissione con due tecnici dei lavori pubblici e urbanistica e un funzionario dei servizi sociali, ma a un certo punto si decide di annullare tutta la procedura in autotutela per un vizio nelle finalità inserite. Con buona pace di chi aveva speso soldi e fatto le corse per presentare i progetti». La cosa evidentemente qualche mal di pancia l'ha prodotta e dopo due anni è arrivata la richiesta danni con minaccia di adire anche le vie legali in caso di mancato accoglimento. «Oltre il danno la beffa», sostiene Dolfin, «dopo due anni dal bando ci ritroviamo con l'Arena ancora da riqualificare e senza alcuna prospettiva di intervento pubblico e con una richiesta danni che potrebbe essere copiata anche dagli altri soggetti che hanno risposto al bando dando via a una serie di richieste di risarcimento. Si profila un debito fuori bilancio e anche un bel danno erariale». --© RIPRODUZIONE RISERVATA