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24/11/2020

Aree portuali, il nuovo bando “congelato”

Il Tirreno - Paolo Carletti

Si aspetta di sapere cosa vuole farne Jsw, ma intanto con quelle assegnate saranno creati circa mille nuovi posti di lavoro
Paolo CarlettipiombinoL'apertura del cantiere per la nuova bretellina che collegherà il Capezzòlo con il Porto, il progetto per far arrivare direttamente sulle aree portuali i treni merci, i lavori per completare le banchine, le aree già assegnate che stanno prendendo forma grazie alle aziende cui sono state assegnate. Il porto di Piombino è un enorme contenitore di opere completate e in corso, che lo candida ad essere uno degli scali più importanti d'Europa. E il volano per far uscire Piombino dalla lunghissima crisi che la attanaglia. E, risultato finale di questo primo step, quando le aziende saranno a regime nelle tre aree assegnate (due a Liberty Magona e una a Manta Logistics), la creazione di circa mille nuovi posti di lavoro, indotto escluso. In tutto questo si innesta anche la 398 che però meriterà un capitolo a parte.L'Autorità marittima tra l'altro sarebbe anche pronta per un secondo bando delle aree portuali. Sono molte le aziende interessate alla logistica da e per il porto di Piombino. Oltre a quelle escluse dal primo bando c'è anche una multinazionale olandese che si tiene costantemente informata su quanto sta accadendo e che ha rinunciato al primo bando perché chiede un'area molto vasta per la sua attività. Insomma, il porto dimostra una dinamicità che stride con quanto accade invece agli altri settori della città. Al centro di tutto, manco a dirlo, ci sono le Acciaierie. Jsw non ha ancora presentato il piano industriale, e questo non si riflette solo sul futuro dello stabilimento e sui suoi tanti occupati. Nel piano industriale è compreso anche il piano portuale, perché Jsw ha in concessione una fetta importante di questo prezioso patrimonio. Ma lo stallo denunciato ormai da tutti porta conseguenze anche sugli strumenti urbanistici del porto e dell'amministrazione comunale che deve approntare il piano strutturale. Insomma, tutto si lega, ma se Jindal continua ad essere un fantasma niente si può sbloccare.Claudio Capuano, dirigente dell'Autorità di sistema, direttore di controllo interno, trasparenza, anticorruzione e formazione, ed ex amministratore comunale nella giunta Giuliani, descrive con passione i lavori in corso sulle banchine, l'assegnazione dei lotti già avvenuta, la svolta che arriverà quando sarà pronta la bretellina (un anno e mezzo di lavori) e le potenzialità del porto di Piombino. «Abbiamo gli occhi addosso in Italia e in Europa. Stiamo sviluppando un porto che con i suoi fondali di 20 metri di profondità e le sue capacità retroportuali attira l'interesse di numerosissimi gruppi imprenditoriali. La bretella ci permetterà un collegamento diretto, senza dover passare dalla città, con il porto, e stiamo dialogando con le Ferrovie per far arrivare i treni fino alle banchine. Non sembri una banalità, ci sono molti ostacoli da superare, ma sarebbe un passaggio fondamentale per rendere il nostro porto ancora più moderno e appetibile. Intanto ci stiamo confrontando con le aziende che si sono aggiudicate le aree del primo bando, per poter fornire tutti i servizi necessari, con la presenza di Asa, gestori dell'energia e tutto quanto è necessario sul tavolo per arrivare a regime».Un quadro promettente con un però che riguarda il secondo bando delle aree. In questo caso il pallino sembra essere in mano alle Acciaierie, un elemento che suscita qualche inquietudine. «Con Carrai stiamo parlando, mi pare che il manager e il suo team sia molto attivo e intenda realizzare qualcosa sul porto che diversifichi dalla siderurgia. Ora però siamo di fronte ad un rallentamento». Capuano non si spinge oltre, non entra nelle dinamiche di Jsw, ma chiaramente all'Autorità portuale si sta aspettando con una certa urgenza la strategia di Jindal e cosa vorrà farne delle sue importanti aree portuali. A tutto questo va aggiunto che l'Autorità di sistema ha la prelazione su quelle aree, che quindi potrebbero essere messe a bando ugualmente, ma l'auspicio è che si arrivi a un accordo con Jsw una volta che si sapranno le intenzioni della multinazionale. Intanto i dirigenti vanno avanti con gli altri lavori, che possono rappresentare una spinta decisiva per Piombino. --