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10/10/2018

Area industriale, lavori a metà «Apea, cantiere iniziato nel 2015…»

QN - La Nazione

di SARAH ESPOSITO «POSSIBILE CHE a Pontedera non ci sia un cantiere che inizi e finisca nei tempi previsti?». Con questa domanda comincia la dura critica dei consiglieri di Forza Italia Federica Barabotti e Domenico Pandolfi sulla zona industriale di Gello. «Abbiamo fatto un giro nelle attività della zona industriale - continuano - e abbiamo raccolto tante lamentele. L'intera zona è una cattedrale nel deserto con i lavori del progetto Apea rimasti fermi da più di un anno. Intanto però crescono i disservizi per le aziende e per gli autotrasportatori che devono fermarsi lì». Il progetto al quale si riferiscono è quello di 2,3 milioni, con finanziamento regionale, che dovrebbe far diventare l'area di Gello di ultima generazione in termini di risparmio energetico per struttura, ma anche in termini di servizi, insomma una Apea, area produttiva ecologicamente attrezzata. I lavori sono iniziati a novembre 2015 per poi fermarsi e ripartire a tratti. «Non è che facendo così rischiamo anche di perdere il finanziamento? - attaccano i consiglieri di opposizione - Oltre a rimanere con un lavoro a metà ci mancherebbe anche questa beffa. Qui è tutto a metà, dai lampioni ai parcheggi con i pannelli solari fino all'asfalto e alla pista ciclabile». Il progetto prevede la trasformazione della zona da area industriale tradizionale a una moderna e poco impattante, con piste ciclabili, verde e asfalto intelligente. «I RITARDI? Tutti sanno bene come sono andate le cose - ribatte l'assessore ai lavori pubblici Matteo Franconi - Il motivo non è certo addebitabile al comune ma alle norme sugli appalti pubblici nei casi in cui nascano problemi per le ditte che risultano assegnatarie dei lavori. Alcune di esse sono andate in sofferenza economica e chi si intende della normativa al riguardo, sa bene che i lavori subiscono rallentamenti non imputabili al committente. C'è un contenzioso con l'azienda, questo è il motivo dello stop. Per quello che riguarda il rischio di perdita del finanziamento è un'ipotesi da escludere, non c'è questo pericolo». Un intervento per aumentare la vivibilità della zona, ma anche l'organizzazione delle aziende che vi fanno parte, come ad esempio la creazione di un consorzio per usufruire di alcuni servizi. Uno di questi riguarda lo smaltimento dei rifiuti industriali. «A nostro avviso alle aziende - concludono la Barabotti e Pandolfi - converrebbe accordarsi per affidare a realtà non pontederesi lo smaltimento dei rifiuti».

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