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18/06/2019

Area di crisi, l’ombra dei ricorsi sui finanziamenti di Invitalia

Il Secolo XIX

l'iter di assegnazione dei fondi accelera mentre entro l'estate sarà pronto il bando regionale da 12,5 milioni per le pmi
Zincol e Pegaso si rivolgono al Tar contro l'esclusione dalla graduatoria per i 20 milioni di contributi Incontro all'Unione Industriali, Ripamonti: «Semplificheremo l'iter burocratico»
Alessandro Palmesino La spada di Damocle dei ricorsi amministrativi pende minacciosa sull'iter di assegnazione dei fondi ministeriali per l'Area di Crisi complessa di Savona. Dopo le critiche alla lentezza con cui è avanzata l'istruttoria di Invitalia, il "braccio operativo" del ministero dello Sviluppo che deve assegnare i 20 milioni previsti alle aziende intenzionate a investire sul territorio, sembrava esserci stata una schiarita: con l'intesa di concludere questo lungo passaggio burocratico e passare all'erogazione. Ma l'esclusione di aprile di Zincol e Pegaso (insieme a Carbograph) dalla graduatoria non è andata giù alle due aziende che hanno deciso di ricorrere alla giustizia amministrativa. «Il primo ricorso - ha spiegato Alessandro Berta, direttore dell'Unione industriali Savona che ieri ha ospitato un incontro sullo stato dell'arte dell'Area di crisi - quello di Zincol, è meno preoccupante, l'azienda in pratica chiede di essere reinserita in graduatoria pur con una valutazione più bassa. Pegaso invece ha chiesto la sospensiva al Tar». Il Tribunale dovrebbe rispondere entro breve sull'accoglimento del ricorso, e in caso fosse positivo, con l'accettazione della sospensiva, tutto l'iter rischia di fermarsi di blocco in attesa della sentenza, che a sua volta potrebbe richiedere mesi. Il Secolo XIX ha contattato sia la brianzola Zincol sia la genovese Pegaso, ma non è stato possibile avere commenti in merito. Berta per il momento è ottimista: «Invitalia proseguirà e concluderà comunque le istruttorie, e se non ci sarà sospensiva erogherà i finanziamenti in fretta». E sottolinea le altre due novità confermate ieri, questa volta positive: la prima è che il ministero sarebbe intenzionato a rifinanziare con altri 20 milioni l'Area di crisi, mantenendo aperto l'attuale bando, quindi andando a concedere contributi (parte a fondo perduto, parte in prestiti agevolati) alle aziende ancora in graduatoria. La seconda buona notizia è che la Regione finalmente è pronta ad aprire i propri bandi: 12,5 milioni da destinare questa volta a progetti per piccole e medie imprese che si potranno andare a innestare su quelli più importanti del bando Invitalia. «Sono finanziamenti destinati al rinnovo o all'acquisto di impianti e macchinari, importantissimi per le pmi che vogliono svilupparsi e che, come richiede espressamente il bando, fare nuove assunzioni», conclude Berta, «senza contare che sarà ammesso il finanziamento anche per investimenti già fatti, per non penalizzare quelle aziende che in attesa del bando si erano già mosse». Secondo l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Andrea Benveduti, presente all'incontro, il bando regionale sarà pubblicato a metà luglio e entro la fine di settembre si concluderà la fase della raccolta delle adesioni delle aziende». Al vertice era presente anche il senatore savonese della Lega Nord Paolo Ripamonti, che ha sottolineato come la commissione Industria di cui è vicepresidente abbia già votato per proporre una semplificazione delle norme e dei passaggi burocratici relativi ai finanziamenti di questo tipo, che almeno finora si sono dimostrate decisamente troppo lente rispetto alle necessità strategiche di investimento delle aziende. -

Foto: Lo storico stabilimento Ferrania: l'area e la Valbormida sono particolarmente gettonate nel bando per la Crisi complessa