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09/06/2021

Area di crisi, il Mise dà l’ok al piano

Corriere della Sera - Rinaldi

Ripartenza Nei prossimi giorni Comune e Regione voteranno le delibere per recepirlo. Dalla giunta Cirio altri 50 milioni
A fine estate il bando di Invitalia per finanziare le imprese che vogliono insediarsi a Torino
Dopo più di due anni Torino vedrà partire la macchina dell'area di crisi complessa, riconosciuta da un decreto nel 2019. Nei giorni scorsi il Mise ha licenziato il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale (Prri) sull'area di crisi. Nei prossimi giorni Comune e Regione voteranno la delibera per recepirlo poi la firma tra le parti e a settembre il bando di Invitalia che finanzierà le imprese che vogliono insediarsi.

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Godot alla fine è arrivato e Torino, a differenza di Vladimir ed Estragon al termine dell'opera di Beckett, riuscirà a muoversi. Dopo più di due anni il capoluogo sabaudo e i 111 comuni del suo hinterland vedranno partire la macchina dell'area di crisi complessa, riconosciuta da un decreto del governo giallo-verde nell'aprile 2019 (ministro dello Sviluppo economico il pentastellato Luigi Di Maio) e ritenuta un progetto con cui tentare il rilancio industriale dell'ex «company town».


Nei giorni scorsi il Mise ha approvato e licenziato il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale (Prri) sull'area di crisi complessa che era stato redatto da Comune, Città metropolitana e Regione. Il Prri contiene anche l'accordo di programma di Invitalia, ovvero l'intero progetto su cui si incardina l'attuazione dell'area di crisi e pure i soldi stanziati: 50 milioni dal Governo a cui si aggiungeranno altri 50 milioni dalla giunta Cirio, ma resi disponibili solo l'anno prossima a causa delle difficoltà di bilancio.


Dunque siamo alle battute finali. Il ritardo che si era trascinato finora era dovuto non solo alla burocrazia esasperata ancora più dallo smart working negli uffici delle istituzioni, ma anche da lunghi confronti sui codici Ateco da inserire per stabilire quali aziende potessero investire nel Torinese e quali escludere. Senza questa discussione forse il piano sarebbe stato approvato anche a fine maggio.


Nei prossimi giorni Comune e Regione porteranno nei rispettivi consigli le delibere da votare per il recepimento dell'accordo di programma sancendo il via libera al Prri; in Comune dovrebbe arrivare forse già martedì prossimo. Il Ministero prenderà atto delle delibere e poi si potrà firmare l'intesa tra tutte le parti coinvolte: Regione, Comune, Mise, Ice e Anpal. A quel punto Invitalia scriverà un bando per la concessione dei fondi destinati alle imprese che vorranno investire sotto la Mole o negli altri 111 comuni della Città metropolitana. Il bando dovrebbe essere pronto per la fine dell'estate, verosimilmente settembre e starebbe aperto appena un mese così da accelerare i tempi. Le risorse dell'area di crisi saranno vincolate a investimenti green o brown field, volti a creare nuovi posti di lavoro o a riqualificare disoccupati. Qualche società interessata già ci sarebbe, tanto da essere andata a chiedere informazioni a Palazzo di Città e all'Unione Industriale. Nell'intervallo tra la firma delle parti e la pubblicazione del bando, dunque a cominciare da luglio, il Mise darà il via al suo roadshow per illustrare i contenuti dell'accordo, le possibilità di finanziamento e le condizioni indispensabili per accedervi tramite progetti di insediamento; a essere privilegiati saranno quelli dedicati all'automotive e all'aerospazio, caratterizzati da tutela ambientale, fusioni e aggregazioni, industria 4.0; non sono precluse altre iniziative ad esempio in campo alimentare (ecco perché le disquisizioni sui codici Ateco). A partecipare ai seminari saranno le aziende interessate. Anche qui per velocizzare i tempi e per raggiungere il più ampio pubblico possibile, gli incontri si terranno on line. Sarà sempre Invitalia a stabilire la validità delle proposte presentate.


Nello scenario migliore prima di Natale potrebbero fare la loro comparsa le prime aziende. O i primi laboratori ed edifici del Manufacturing and technology center, la cui ideazione data ancora più indietro, al 2017. La sua costruzione tra Tne a Mirafiori e la cittadella dell'aerospace in corso Marche è insita nell'accordo di programma; qui le risorse prevedono 30 milioni dalla Regione, 20 dal Mise (quella somma erroneamente creduta per l'hub di intelligenza artificiale), 5 dalla Camera di Commercio. Non appena il Politecnico formalizzerà l'acquisto dell'area A di Torino nuova economia, partiranno i bandi di assegnazione e poi le gru si metteranno in moto © RIPRODUZIONE RISERVATA

La scheda

Le aree di crisi industriale complessa riguardano territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale

Il Mise cura l'attuazione di politiche e programmi per la reindustrializzazione e riconversione delle aree e dei settori colpiti dalla crisi mediante la stipula di appositi Accordi di Programma di adozione dei PRRI - Progetti di Riconversione e Riqualificazione Industriale

112

Sono i municipi, Torino compresa, che compongono la Città metropolitana di Torino e ricompresi nell'area di crisi


Le tappe

Roma dà il suo ok

al Prri per Torino

Il Mise ha approvato e licenziato il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale (Prri) sull'area di crisi complessa redatto da Comune, Città metropolitana e Regione

1

Comune e Regione

votano le delibere

Comune e Regione porteranno in consiglio le delibere da votare per il recepimento dell'accordo di programma sancendo il via libera al Prri dopodiché la firma con le parti coinvolte

2

Il Mise pubblicizza

il bando di Invitalia

Dopo la firma il Mise pubblicizzerà le regole per partecipare al bando, scritto da Invitalia a cui spetta l'ultima parola sulla scelta dei progetti;
i più adatti verranno finanziati

3


Foto:

Company town Una veduta di Mirafiori dove dovrebbe sorgere il Manufacturing center