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08/09/2020

Arcuri si nasconde dietro i banchi fantasma

La Verita' - PATRIZIA FLODER REITTER

PUBBLICA (D)ISTRUZIONE
Nel bando non era prevista la presentazione dei prototipi Il chiarimento inviato dagli uffici di Invitalia Palazzo Chigi tace
Il commissario annuncia lo scioglimento per problemi tecnici del contratto con l'azienda vincitrice dell'appalto da 45 milioni Ma non spiega le anomalie nell'aggiudicazione della gara a una società che ha appena 4.000 euro di capitale di cui solo 100 versati • «Il contratto con la ditta Nexus made srl per la fornitura di banchi scolastici ad altezza variabile non è stato mai perfezionato ed è stato, comunque, già ritirato dal commissario straordinario per l'emergenza Covid-19». Poche righe, inviate da Invitalia, l'agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa di cui rimane amministratore delegato Domenico Arcuri, ieri precisavano la fine dei rapporti con l'azienda di Ostia che secondo un'interrogazione della Lega risulta tra le undici, ancora misteriose ditte vincitrici dell'appalto per la fornitura di due milioni di banchi monoposto e 350.000 sedute innovative. La Nexus di via Capitan Consalvo 2, sul litorale romano, si occupa di «diffusione, promozione, organizzazione e gestione di manifestazioni, eventi, fiere, congressi», eppure si è impegnata a fornire 180.000 banchi per un importo di 44,6 milioni di euro. Con un capitale sociale di 4.000 euro, 100 dei quali versati dall'amministratore unico Franco Aubry, la Nexus doveva consegnare 20.000 banchi tra pochi giorni, il 12 settembre, e 160.000 il 31 ottobre. La precisazione alla Verità, stranamente comunicata da Invitalia e non dalla presidenza del Consiglio dalla quale dipende il commissario Arcuri, ricordava che «la procedura di gara adottata (aperta, semplificata e d'urgenza) prevede che la stazione appaltante abbia trenta giorni di tempo per effettuare le verifiche di legge sia di tipo amministrativo sulla società, sia di tipo tecnico sui prodotti offerti. In caso di esito negativo, si può non concludere o risolvere il contratto. In particolare, le verifiche effettuate sui prodotti offerti dalla Nexus made srl hanno evidenziato che i banchi, di cui si è richiesto un prototipo, non corrispondevano alle caratteristiche indicate in sede di gara». Se i banchi non erano conformi, il commissario straordinario ha fatto benissimo a rifiutarli, ma non si capisce come abbia potuto fare questa verifica visto che il bando prevedeva la risoluzione immediata del contratto in caso di «consegna di prodotti difettosi o non rispondenti ai requisiti di qualità richiesti e/o dichiarati, in numero superiore all'i% della fornitura». Il contratto con la Nexus deve essere stato già perfezionato, se qualche banco è stato consegnato e ritenuto inadatto. «I prototipi avevano delle altezze non compatibili con quelle indicate nella gara», precisano da Invitalia. Nella procedura di gara non si parlava di campioni, di prototipi da far vedere, di banchi da allegare alla domanda. Magari con destinazione la presidenza del Consiglio perché il commissario Arcuri scegliesse quelli confacenti e scartasse quelli inadatti. Da Invitalia insistono: «Il contratto è stato ritirato perché mai perfezionato», anche se recava la firma telematica del commissario e riportava il prezzo di 247,80 euro per ciascun banco, concordato con la ditta di Ostia. O era una cifra stabilita per tutte le aziende? «No, solo per la Nexus», ci viene risposto. Il mistero dei «banchi campione» non previsti dal bando ma visionati e respinti, non viene dunque chiarito. «La nostra interrogazione è stata oggetto di comunicato stampa il 3 settembre e il contratto con la Nexus è del 26 agosto», osserva l'onorevole Laura Cavandoli, a nome dei colleghi della Lega. «Ci chiediamo se l'annullamento/ritiro del contratto non sia successivo al nostro intervento». Invitalia prova a chiarire: «Non abbiamo risposto all'interrogazione perché c'è tempo, dobbiamo rispettare l'iter del Parlamento». È comunque sorprendente che l'unica precisazione che arriva sul perché del ritiro del contratto, tra la ditta di Ostia e il commissario straordinario per l'emergenza nominato dal presidente Giuseppe Conte, sia relativa a un problema tecnico. Non una parola sulla questione sollevata dall'interrogazione della Lega, ovvero come abbia fatto una società che fattura 400.000 euro l'anno ad aggiudicarsi un appalto di quasi 45 milioni di euro. Quale documentazione di «forniture di prodotti analoghi effettuate negli ultimi tre anni» oltre che «del fatturato di settore negli ultimi tre anni», come richieste dalle procedure di gara, avrà prodotto per risultare ammissibile? Perché non c'è dubbio, un contratto è stato firmato da Arcuri. «Non sappiamo quali garanzie abbia dato la Nexus», risponde sempre Invitalia per il commissario. Garantisce: «Stiamo facendo le verifiche di tutti i contratti, quando saranno ultimate renderemo noto l'elenco delle aziende che hanno ottenuto l'appalto». Quindi ci sono ditte al lavoro che stanno producendo banchi, ma non «tutte hanno un contratto finalizzato. Stiamo ancora verificando». Questo significa che se alcune società non consegneranno arredi scolastici appropriati, 0 se risulteranno sprovviste della «capacità tecnica ed economica ad espletare la fornitura», indicata nella procedura di gara e ancora in corso di verifica, centinaia di migliaia di banchi non arriveranno nelle scuole. Che cosa farà allora il commissario Arcuri? Una nuova gara urgente, buona per il prossimo anno scolastico?

Foto: IN DIFESA II commissario Domenico Arcuri ha revocato l'appalto alla società fantasma di Ostia ANSA