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06/10/2018

Archiviata l’inchiesta aperta sul sindaco per turbativa d’asta

La Repubblica - SANDRO DE RICCARDIS

Il caso
Era indagato per la fornitura di seimila alberi durante l'Expo Il giudice: "Nessun ingiusto vantaggio". Sala: "Un peso in meno"
«Nessun ingiusto vantaggio o danno per alcuno dei concorrenti». La procura generale aveva chiesto l'archiviazione mesi fa e il gup Giovanna Campanile ha nei giorni scorsi accolto la richiesta. L'accusa di turbativa d'asta per la Piastra, l'appalto principale di Expo 2015, relativa alla fornitura di seimila alberi, è stata archiviata per il sindaco Giuseppe Sala, nella qualità di allora commissario unico dell'Esposizione universale, così come per gli altri indagati in questo filone d'inchiesta. Insieme al sindaco, difeso da Salvatore Scuto e Stefano Nespor, archiviazione anche per l'ex manager di Ilspa (Infrastrutture lombarde spa) Pierpaolo Perez, assistito dall'avvocato Giovanni Briola; per l'ex direttore Ilspa Antonio Rognoni, difeso dall'avvocato Francesco Centonze, e per il responsabile unico del procedimento Carlo Chiesa. Al centro dell'imputazione ora archiviata c'era la fornitura delle «essenze arboree», i seimila alberi che furono spacchettati dall'appalto principale da 272 milioni, che venne affidata alla ditta Mantovani - vincitrice anche della commessa principale - e da questa affidata in subappalto.
Sala era stato già prosciolto dallo stesso gup dall'accusa di abuso d'ufficio, relativa proprio al subappalto - da 4,3 milioni - che Mantovani aveva affidato all'Associazione temporanea di imprese Zelari-Euroambiente, al costo inferiore di 1,7 milioni. Una decisione contro la quale i procuratori generali Vincenzo Calia e Massimo Gaballo hanno fatto ricorso in Appello. Per il primo cittadino resta ora solo l'imputazione minore di falso per la retrodatazione della nomina di due commissari di gara di assegnazione dell'appalto. Nell'archiviazione della turbativa, il gup argomenta come «lo scorporo delle essenze arboree è stato utilizzato per rientrare nell'importo complessivo dell'appalto che appariva inidoneo a coprire i costi dell'opera, senza che questo possa costituire in alcun modo turbativa, non derivando da questa operazione ingiusto vantaggio o danno per alcuno dei concorrenti». Una conclusione a cui era arrivata la stessa procura generale nel dicembre 2017, quando aveva chiesto l'archiviazione per la turbativa, per poi contestare l'abuso d'ufficio per l'affidamento diretto. «È un peso di meno - ha commentato Sala - . Non tutto è completato, ma mi pare che stia emergendo un quadro generale di mia correttezza e che ho sempre agito per il bene pubblico. Sono molto contento, sono sempre stato molto sereno però alleggerirsi aiuta, anche perché faccio un lavoro che non è facilissimo».
Soddisfazione esprime anche la difesa di Perez. «Ho sempre creduto nell'innocenza del mio assistito - dice il legale - .
Il giudice ha certificato che non ci fu alcuna alterazione della gara».

Foto: Il sindaco ieri alla presentazione del raduno nazionale degli alpini che sarà a Milano nel 2019

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