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03/11/2020

Aqp, il Tar ferma i fanghi «Non vadano in Sardegna»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

AMBIENTE I RIFIUTI PRODOTTI DAI DEPURATORI I GIUDICI: «DICHIARAZIONI FALSE» Esclusa un'azienda che doveva farsi carico di 50mila tonnellate in 6 mesi L'Acquedotto: per noi non cambia niente
Irregolare l'appalto da 30 milioni: non c'era l'ok dalle discariche
l BARI. L'intermediario (una società barese) cui sono state affidate 50 delle 210mila tonnellate di fanghi prodotte da Aqp, aveva dichiarato di avere la disponibilità di due discariche in Sardegna. Ma non era vero. Ed è per questo che il Tar di Bari ha annullato l'aggiudicazione alla Emmegi Ecologia della fetta più importante dell'accordo quadro da 30 milioni di euro (in sei mesi) per lo smaltimento dei residui di depurazione, rifiuti speciali che da quasi un decennio rappresentano uno dei principali problemi di Acquedotto. La sentenza (1266/2020, presidente Ciliberti, estensore Dibello) mette la parola fine a una vicenda che ha creato gravi problemi soprattutto in Sardegna, dove quest'estate un altro tribunale amministrativo aveva già bloccato tutto sull'onda dell'indignazione degli isolani per l'arrivo dei carichi dalla Puglia: la Provincia di Sassari ha infatti emesso una ordinanza che vieta il conferimento a Porto Torres di rifiuti provenienti da fuori regione, ordinanza che è risultata pienamente valida. Ma adesso il Tar di Bari, su ricorso di un'altra società toscana, ha rilevato che l'af fidamento alla Emmegi non era regolare. L'offerta, con un ribasso del 20% rispetto ai prezzi di gara, prevedeva di portare 35mila tonnellate di fanghi nella discarica di Magomadas e altri 15mila a Porto Torres. Il primo impianto è stato sottoposto a sequestro preventivo a luglio, prima ancora dell'ag giudicazione dell'appalto. Per il secondo, la Emmegi aveva presentato una dichiarazione della Domus di Sassari (un altro intermediario) in base a cui esisteva un accordo per l'utilizzo della discarica. Circostanza smentita dal Consorzio industriale di Sassari, proprietario dell'im pianto, che «non ha mai autorizzato alcun conferimento di rifiuti provenienti dalla penisola né ha in essere alcun contratto con la Domus o con altri». E questo, ha scritto il Tar, ha «ricadute anche sul versante della veridicità della dichiarazione resa alla stazione appaltante dalla Emmegi». Dopo il sequestro della discarica di Magomadas, la Emmegi aveva proposto all'Acquedotto di utilizzare un altro impianto, stavolta in Sicilia (Sicilfert di Marsala). Ma adesso la decisione del Tar comporta che quelle 50mila tonnellate di fanghi dovranno finire altrove: 20mila verranno gestite dalla toscana Verde Ambiente che ha presentato ricorso, le altre andranno affidate a un altro operatore facendo scorrere la graduatoria. Aqp fa infatti sapere che la sentenza non dovrebbe creare criticità: il bando era strutturato come «accordo quadro» proprio per prevenire problemi di questo tipo. Resta tuttavia in piedi l'indagine aperta dalla Procura di Sassari sui camion di rifiuti che, per poco più di un mese, hanno fatto la spola dalla Puglia. Dopo il sequestro dell'impianto di trattamento (pubblico) Aseco di Ginosa e la stretta sulle autorizzazioni allo spandimento in campagna, Aqp è costretta a ricorrere al conferimento dei fanghi fuori regione. Una scelta obbligata, ma che fa schizzare i costi. E, nel frattempo, sono sempre stati bloccati tutti i progetti per realizzare impianti in grado di trattare i fanghi attraverso procedimenti di termovalorizzazione. [m.s.]

Foto: 210MILA TONNELLATE I fanghi prodotti ogni 6 mesi dai depuratori