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07/05/2020

Aqp, 30 milioni di utili «È un anno da record»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PUGLIA LE STRATEGIE DELLA REGIONE
In partenza altri 30 cantieri: «Il virus non ci ha fermati»
l BARI. L'utile del 2019 è pari a 29,5 milioni, un record (rispetto ai 22,5 dell'anno precedente) anche se più basso di quanto ipotizzato nella prima bozza di bilancio. Ma i conti licenziati la scorsa settimana dal cda di Acquedotto Pugliese restano molto brillanti, anche perché l'ef fetto della crisi-covid si vedrà - eventualmente - solo sui numeri dell'an no in corso. Il valore della produzione (563 milioni, 15,3 in più rispetto all'anno precedente) e degli investimenti (arrivati a 160 milioni contro i 146,8 del 2019) testimoniano, dice il presidente Simeone Di Cagno Abbrescia, «il consolidamento della crescita di Aqp che si conferma prima stazione appaltante del Mezzogiorno». Un lavoro di prospettiva i cui frutti si vedranno in queste settimane. «Stiamo per aprire circa una trentina di cantieri - dice Di Cagno Abbrescia - con un enorme impatto sul territorio in termini di occupazione». A questo si aggiungono le numerose gare d'appalto in partenza: «I nostri uffici hanno continuato a lavorare per dare continuità agli interventi infrastrutturali. Daremo alle imprese termini più lunghi per la partecipazione, proprio per tenere conto del periodo». Nei circa 160 milioni di investimenti del 2019, la parte più importante (65) riguarda la depurazione, «con la Puglia - dice il presidente di Aqp - che è ormai dotata di infrastrutture all'avanguardia, adeguate agli standard più evoluti e rispettosi dell'ambiente, e con un occhio anche alla gestione integrata del ciclo». Dai fanghi di depurazione, infatti, si ricava anche energia elettrica, ma proprio i fanghi continuano a rappresentare un problema non secondario con un costo di smaltimento arrivato ormai a 250 euro a tonnellata: un costo non da poco per Aqp, che infatti proprio per questo studia le possibili soluzioni alternative che vanno dalla valorizzazione energetica al riutilizzo in produzioni eco-compatibili o in agricoltura. «I risultati ottenuti - fa notare Di Cagno Abbrescia - arrivano nonostante tariffe che restano tra le più basse d'Europa e che sono fissate da una autorità di regolazione». La natura pubblica di Aqp porta con sé, tra l'altro, l'esistenza di appositi fondi di bilancio (creati all'epoca di Nichi Vendola) per garantire il servizio idrico alle fasce meno abbienti della popolazione. Un assetto (quello della proprietà pubblica) che la Regione non ha mai pensato di mettere in discussione, e che finora ha garantito alla Puglia una enorme quantità di interventi pubblici sul territorio: ma con la fine del ciclo dei fondi strutturali, l'azienda dovrà camminare da sola e basarsi sempre più sull'autofinanziamento. Ecco che gli utili di bilancio (che in gran parte non vengono distribuiti) sono il «tesoretto» necessario al finanziamento degli investimenti. A metà giugno l'assemblea dei soci (dunque la Regione) dovrà approvare definitivamente il bilancio, procedendo nel contempo a rinnovare la governance della principale azienda pubblica del Mezzogiorno. La conferma di Di Cagno Abbrescia non sembra in discussione, mentre dovrà essere reintegrato il cda dopo il preavviso di licenziamento (con conseguenti dimissioni) dell'ex ad Nicola De Sanctis: la questione non è ancora stata esaminata, ma non è da escludere che la Regione opti per la conferma anche degli altri uscenti limitandosi alla nomina del quinto componente. [m.scagl.]

Foto: IN CDA OK AL BILANCIO 2019 A giugno l'assemblea dei soci che dovrebbe anche confermare Di Cagno Abbrescia come presidente


Foto: N. 1 Simeone Di Cagno Abbrescia


Foto: 160 MLN DI INVESTIMENTI Un depuratore di Aqp: spesi 65 milioni