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27/10/2020

Aprire nuove attività e far rivivere il centro

Avvenire - DI ROBERTO DALLA BELLA

Un bando promosso dal Comune di Mantova per favorire l'insediamento di negozi e uffici e sostenere le realtà commerciali esistenti, oggi in forte difficoltà a causa del coronavirus
Favorire l'apertura di nuove realtà commerciali e sostenere il rilancio di quelle già esistenti, oggi in forte difficoltà a causa del lockdown imposto negli scorsi mesi. È duplice l'obiettivo del bando promosso di recente dal Comune di Mantova e rivolto, in particolare, alle attività del centro storico. L'amministrazione guidata dal sindaco Mattia Palazzi ha stanziato per questa iniziativa 170mila euro, grazie a fondi messi a disposizione da Regione Lombardia attraverso un bando per la ricostruzione territoriale urbana. «Il bando ha sotto dare una risposta al desiderio di non mollare e rilanciare di tanti imprenditori - ha detto il vicesindaco, Giovanni Buvoli - incentivando l'apertura di nuove botteghe del centro e permettendo di ampliare gli spazi di altri negozi. Le regole anti Covid, inoltre, inducono il mondo del commercio e dei servizi ad adottare nuovi modelli organizzativi e operativi, a fronte di maggiori esigenze di sicurezza e protezione di lavoratori e consumatori. Questo bando ne ha tenuto in considerazione, incentivandoli». Il bando promosso dal Comune è stato lanciato il 31 agosto e si è concluso il 16 ottobre. Sono 41 le realtà del centro storico che hanno partecipato: per ognuna di queste è previsto un contributo a fondo perduto che copre la metà delle spese sostenute per gli interventi effettuati. L'entità del sostegno varia in base alla situazione specifica, fino a un massimo di 6mila euro. «Entra nel vivo un'altra importante azione del Piano Mantova per il rilancio della città post lockdown - ha aggiunto Iacopo Rebecchi, assessore al commercio del Comune -. Con questo bando aiutiamo tante imprese colpite dalla chiusura e, contestualmente, rianimiamo il centro cittadino con nuove attività e ampliamenti di negozi già esistenti. Continueremo ad aiutare le imprese e il commercio, soprattutto in questo momento di difficoltà». La maggior parte delle realtà che hanno fatto domanda di accesso al bando (31 su 41) devono far fronte alla chiusura imposta dalle autorità nei mesi scorsi. Questo contributo può essere dunque un aiuto prezioso per ripartire, perché permette di compensare, almeno in parte, un periodo segnato dalla forte riduzione dei ricavi e la crescita delle spese correnti, ad esempio per adeguare i locali alle norme sanitarie in vigore. Come detto, a queste attività già esistenti si aggiungono alcune nuove imprese commerciali (10, per la precisione) che vanno ad arricchire il tessuto economico della città. «Arriva un altro importante aiuto per le attività del centro storico - ha sottolineato Adriana Nepote, assessore all'Università - con l'obiettivo di sostenere le spese e gli adeguamenti necessari per fare fronte al Covid-19. L'amministrazione, con gli strumenti disponibili, intende incentivare e promuovere nuovi insediamenti di negozi, nel centro e non solo». L'elenco di attività che hanno aderito al progetto è molto variegato in base alla tipologia. Per quanto riguarda le imprese già esistenti, si tratta di 8 ristoranti, 5 bar, 3 macellerie, 3 gelaterie, 2 agenzie immobiliari, 2 panifici, 1 sartoria, 1 gioielleria, 1 agenzia viaggi, 1 erboristeria, 1 alimentari, 1 affittacamere, 1 profumeria e 1 pasticceria. Le nuove realtà economiche, invece, sono suddivise nel seguente modo: 2 parrucchiere, 2 ristoranti, 1 ufficio, 1 bar, 1 negozio di abbigliamento per bambini, 1 tatuatore, 1 gelateria e 1 enoteca. Come previsto dal bando, tutte le imprese coinvolte fanno parte del centro storico di Mantova, in una zona compresa tra piazza Sordello e corso Pradella. Per quanto riguarda nello specifico le nuove attività, si trovano in diverse vie della città: via Calvi, via Pescheria, via Roma, via Gandolfo, via Chiassi, via Isabella d'Este e corso Pradella. Il contributo può essere utilizzato in vari modi, tra cui: adeguamento strutturale delle attività alle nuove esigenze; organizzazione di servizi di logistica, trasporto e consegna a domicilio o vendita online; opere edili; installazione o ammodernamento di impianti; acquisto di arredi o strutture temporanee; acquisto di macchinari, attrezzature o apparecchi; realizzazione o acquisizione tramite licenza di software o piattaforme informatiche, applicazioni per smartphone o siti web. E ancora: spese per studi o analisi (quali ricerche di mercato, consulenze e indagini statistiche); dispositivi sanitari per la protezione delle persone o l'igienizzazione degli ambienti; canoni annuali; spese per pulizia o sanificazione dei locali; spese per eventi e animazione.

Foto: Via Verdi deserta in tempo di coronavirus


Foto: L'angolo tra via Roma e via Corridoni in centro a Mantova