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30/03/2021

Appello dei sindacati «L’Ausl torni a gestire il servizio barellieri»

Gazzetta di Reggio

La richiesta si rafforza dopo l'indagine sui "Re delle barelle" Cgil, Cisl e Uil chiedono di «uscire dalla logica degli appalti» la polemica
reggio emilia. Tornare a una gestione completamente pubblica del servizio di "barellieri" del Santa Maria Nuova, facendo una decisa marcia indietro rispetto alla «logica degli appalti» esterni. Questa la richiesta di Cgil, Cisl e Uil provinciali e di categoria sul rapporto di lavoro dei barellieri dell'ospedale, posizione identica a quella espressa con forza già nel 2014 quando il tema si era posto all'attenzione di lavoratori e sindacati in maniera stringente. Allora, ricordano i sindacati, «si trattò di uno scontro frontale con la direzione del Santa Maria». Oggi la contrarietà del sindacato, non meno ferma, si esprime in un invito a «cambiare rispetto all'attuale direzione dell'Ausl. Si faccia marcia indietro e si lavori per la re-internalizziazione del servizio. La vera qualità dell'assistenza al cittadino, e la pandemia l'ha dimostrato nella sua drammaticità, sta nel servizio sanitario pubblico e non nella logica degli appalti».Una richiesta diventata ancora più forte, proseguono le parti sociali, da quando «abbiamo appreso dalla stampa locale dell'indagine in corso a Pavia per presunti bandi pilotati sui cosiddetti "Re delle barelle" che per gli inquirenti sono gli amministratori di fatto della First aid one Italia, azienda che ha attualmente in gestione con appalto il servizio di trasporto e accompagnamento interno di pazienti anche presso il Santa Maria - spiegano i sindacati -. Senza voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria, su cui faranno luce gli organi competenti, ribadiamo la nostra contrarietà alla linea annunciata dall'Azienda di andare a un nuovo appalto».L'invito all'Ausl e alla politica locale è quello di rivedere il modello di gestione di «questo importante servizio, riportandolo all'interno in un'organizzazione integrata che non passi dalla logica degli appalti». L'obiettivo è quello di evitare passaggi come quelli che nel 2014 videro l'azienda «bloccare l'appalto dopo le pressioni del sindacato, per poi procedere unilateralmente con l'esternalizzazione. A nulla valsero i flash-mob, le mobilitazioni, gli incontri con il mondo politico locale - concludono Cgil, Cisl e Uil -. Il servizio fu appaltato a Croce amica one, che aveva superato l'offerta della Croce Verde, si persero venti posti di lavoro pubblico a favore della ditta appaltatrice e in quell'occasione si verificò pure, per la prima volta nella storia della sanità pubblica reggiana, l'ingresso di un privato no profit (non un'associazione di volontariato) nella sanità locale. Pensiamo che questa volta le cose debbano andare in modo diverso e che occorra aprire un confronto». --© RIPRODUZIONE RISERVATA