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12/12/2019

Appartamento esploso in via Boito In aprile la demolizione del palazzo

Il Piccolo di Trieste - Micol Brusaferro

il caso
Micol BrusaferroVerrà demolita entro la fine di aprile 2020 la palazzina Ater di via Boito 4, dove lo scorso 2 ottobre l'appartamento dell'ultimo piano è scoppiato, in seguito a una fuga di gas. A breve intanto si procederà con i lavori per la messa in sicurezza dell'immobile, a cura della ditta Eco Scavi di Trieste, e con la riapertura della strada anticipata, non più a fine mese come previsto, ma probabilmente già la prossima settimana. Nel 2021 sono attesi gli interventi per la costruzione del nuovo stabile. Ad annunciare le novità il presidente dell'Ater Riccardo Novacco.Nelle scorse settimane è stata avviata la gara d'appalto ed è stato aggiudicato il lavoro. Il cantiere prenderà il via nei prossimi giorni e si interverrà subito con un'autoscala speciale. Verrà "ingabbiato" il piano pericolante, come si fa con i palazzi che hanno subito danneggiamenti durante un terremoto. La stessa azienda provvederà anche a ispezionare il tetto e a rimuovere gli eventuali coppi staccati, per evitare che cadano sulla strada. In questo modo, anche se l'ordinanza del Comune prevedeva la chiusura di via Boito fino al 31 dicembre, Novacco conta di poterla riaprire prima, appunto una volta completata la messa in sicurezza. Nel frattempo, come riporta sempre il numero uno dell'Ater, dopo aver ricevuto il benestare dal Cipe per il contributo di due milioni 900 mila euro, dedicato alla costruzione del primo lotto, è già iniziata l'organizzazione per la futura gara d'appalto, mirata alla demolizione dello stabile. Ci vorrà ancora qualche mese, tra la pubblicazione del bando, l' aggiudicazione e le varie autorizzazioni necessarie. Quindi sarà il momento dell'abbattimento della palazzina, nella primavera 2020.Nel frattempo è partita anche la progettazione del nuovo stabile, con i lavori previsti a inizio 2021. La ferita sulla palazzina, fatta subito sgomberare, è ancora ben visibile, con la parete frontale completamente disintegrata, che mostra le stanze interne, tra muri piegati, mobili semi distrutti e la copertura del tetto gravemente danneggiata, con ampie porzioni cadute. A terra, a pochi passi dal fabbricato, cumuli di tegole, volate anche di recente nelle giornate di vento. Tutta l'area resta comunque recintata, con alte transenne, per evitare ingressi non consentiti. Dopo l'eliminazione dell'attuale fabbricato, i dettagli del nuovo condominio saranno resi noti da Ater nel 2020. La cronaca dell'esplosione è tristemente nota. È il primo giorno di ottobre quando, attorno alle 23, l'alloggio dell'ultimo piano va in frantumi, con il conseguente crollo di parte delle pareti e del tetto. Emergerà nelle ore successive che l'uomo rimasto gravemente ferito all'interno, occupava abusivamente l'appartamento. Le macerie finiscono anche su cinque auto parcheggiate in sosta, e una fitta coltre di polvere copre tutto lo spazio attorno, subito interdetto alle persone per il rischio di ulteriori cedimenti. Molti residenti ricordano ancora il boato, che aveva scosso tutta la zona, e quell'alloggio sventrato improvvisamente. Alcuni abitanti delle altre palazzine Ater vicine sperano anche che ci sia un controllo e una sistemazione di altri alloggi presenti, al momento vuoti, che necessitano di interventi di ristrutturazione, prima dell'arrivo di nuovi inquilini. --© RIPRODUZIONE RISERVATA