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12/06/2021

Appalto truccato a Venaria il pm chiede l’archiviazione

La Stampa - ANDREA BUCCI

Nell'inchiesta sono coinvolti anche l'ex sindaco Falcone e i vertici della polizia locale IL RETROSCENA
Al centro delle indagini l'aggiudicazione della fornitura di 43 parcometri
Rischia di sgonfiarsi l'inchiesta che nel 2016 aveva provocato un vero e proprio terremoto nella vita politica della Reale. La procura di Ivrea ha chiesto l'archiviazione per l'ex sindaco, in quota Cinque Stelle, Roberto Falcone. E anche per l'ex comandante della polizia municipale Luca Vivalda, per il vice Mario Pace, per il vigile Franco Davito e per alcuni componenti di una commissione di valutazione tecnica per l'aggiudicazione dell'appalto di 43 nuovi parcometri in città: Liliana Roncon, Roberta Cardaci, Marco Binacchiela, Sonia Mancuso e Maria Angela Torresan. Sono tutti indagati, a vario titolo, per peculato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale, abuso d'ufficio, falsità ideologica e favoreggiamento. L'ultima parola, adesso, spetta al giudice Fabio Rabagliati. Davanti al quale, ieri in tribunale a Ivrea, si è svolta l'udienza preliminare. Il giudice non si è ancora pronunciato in attesa di leggere gli atti di opposizione all'archiviazione presentati dalla Flowbird Italia Srl, la ditta esclusa dall'appalto dei parcometri, e per valutare le memorie prodotte dagli indagati. A sollevare il caso e a presentare un esposto erano stati due agenti in servizio presso il comando di polizia municipale e l'allora candidato a sindaco, Salvatore Ippolito. Nella denuncia contestavano all'ex comandante della polizia locale l'utilizzo per scopi privati delle auto di servizio. E poi la multa che secondo i due vigili urbani e Ippolito sarebbe stata cancellata ai banchetti durante la campagna elettorale del 2016. Verbale da 500 euro elevato agli attivisti del Movimento 5 Stelle e poi annullato. L'aspetto su cui ruotava tutta l'inchiesta era la gara d'appalto per gestire i parcometri in città. Il Comune, con una determina di affidamento aveva concesso la fornitura degli apparecchi nuovi di fabbrica alla Park.It, mentre la gestione restava alla Gesin, partecipata del Comune. Alla fine la gara veniva vinta in base alle caratteristiche tecnico-qualitative proposte da Park.It. Ma in quella commissione di valutazione c'era anche il vice comandante della polizia municipale, Mario Pace. Anche in questo caso, per la pm Lea Lamonaca non si sarebbe verificata alcuna turbativa d'asta per favorire la ditta vincitrice a discapito della Flowbird Italia, ex Parkeon Srl. E per la pm non può nemmeno considerarsi un «presunto vantaggio» ottenuto dalla Park.It considerata l'esiguità della spesa (130 euro a testa) per aver pagato la notte all'hotel Turin Palace al vice comandante Pace e alla componente della commissione tecnica, Sonia Mancuso. All'evento avrebbero partecipato anche altri 200 invitati. Infine non sarebbe stato commesso dal vigile Franco Davito il reato di falsità ideologica per l'accertamento sulla residenza dell'ex comandante Vivalda. Ora dopo anni di indagini, questa vicenda potrebbe concludersi con l'archiviazione per tutti i protagonisti. -

Foto: Primo sindaco Cinquestelle del Piemonte, Roberto Falcone aveva rassegnato le dimissioni nel giugno 2019