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26/05/2020

Appalto sotto inchiesta, la Prefettura commissaria la ditta

Il Messaggero

IL PROVVEDIMENTO SULLA SCORTA DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA E DELLA RELAZIONE DELL'ANTICORRUZIONE
PIGLIO
Inchiesta sull'appalto pilotato per i lavori di efficientamento energetico alla scuola Bottini di Piglio, per un valore di 467mila euro, commissariata una delle società coinvolta.
Si tratta della M.A.C.E. (Manutenzione, appalti costruzioni edili srl) con sede a Roma. L'atto di commissariamento, il primo in Provincia di Frosinone, è stato firmata dal prefetto Ignazio Portelli, dopo l'inchiesta del Nipaf dei carabinieri forestali di Frosinone, dell'autunno 2019, quando nel mirino finirono due appalti.
La vicenda ruota attorno a due ditte, la Biemme di Anagni e la M.A.C.E. di Roma. Secondo le accuse, tra le due imprese ci sarebbe stato un accordo in base al quale alla gara d'appalto sulla scuola Bottini avrebbe partecipato la società Roma e quest'ultima, in caso di aggiudicazione, avrebbe diviso i lavori con la società di Anagni.
Il provvedimento di commissariamento, quindi, è stato adottato sulla scorta dell'inchiesta giudiziaria, ma anche e soprattutto sulla relazione del presidente dell'Anac il quale in particolare ha sottolineato che «l'appalto è stato pilotato ed alterato dagli accordi illeciti stretti tra il responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Piglio e l'amministratore unico il direttore tecnico della M.A.C.E».
Il commissario che gestirà la Srl è il vice prefetto dottor Biagio Del Prete al quale il prefetto Portelli ha attribuito tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione della società dell'impresa limitatamente «al contratto di appalto inerente i lavori di efficientamento energetico dell'istituto scolastico Bottini di Piglio».
Sempre l'anticorruzione ha fotografato il contesto in cui si sarebbe verificata l'irregolare affidamento della gara. «Appare evidente - si legge ancora nel provvedimento del Prefetto che riporta stralci della relazione Anac - che la gara appalto espletata risulta alterata in quanto il suo esito è stato deciso in altre sedi, estranee all'amministrazione, attraverso contatti telefonici privati e incontri personali. Le condotte, quindi sono articolate in un piano definito e determinato disegno criminoso che ha evidenti ripercussioni sulla genuinità e la regolare procedura di gara ai danni della stazione appaltante».
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