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03/09/2020

Appalto sospetto, ‘spostato’ il dirigente

QN - Il Resto del Carlino

Prima l'esposto di Rekeep, poi il fascicolo della Procura con due indagati, ora la mossa del Sant'Orsola con la «ridefinizione del ruolo di Marco Storchi su altre attività e progetti» e la conseguente nomina di un «facente funzioni alla direzione dei Servizi di supporto alla persona». Al centro di tutto la maxi gara d'appalto da 123 milioni di euro per la gestione dei servizi integrati di supporto alla persona al Policlinico. Gara annullata nelle scorse settimane dal Consiglio di Stato («sentenza - tiene a ricordare il Sant'Orsola - non ancora passata in giudicato»), per un potenziale conflitto d'interessi legato alla parentela tra Storchi - come raccontato in anteprima dal Carlino - e il cognato Roberto Olivi, presidente del cda di Coopservice, vincitrice del bando e che oggi rivendica, entrambi indagati per abuso d'ufficio e falsità ideologica. Lo spostamento. «L'azienda ospedaliera - spiegano da via Massarenti -, riconoscendo il valore professionale di Storchi e augurandosi che venga chiarita la posizione, accoglie la sua disponibilità nominando di comune accordo un facente funzioni alla direzione dei Servizi di supporto alla persona». Una decisione, continua il Policlinico, «per favorire un clima sereno nella gestione di questa complicata vicenda amministrativa», alla luce «delle interpretazioni praticate da più parti» e pur nella certezza di «aver tenuto un comportamento irreprensibile». Il fascicolo. A far mettere in moto il pm Augusto Borghini e la Finanza, è stato l'esposto che la società bolognese Rekeep presentò negli uffici di via Garibaldi. Motivo? Rekeep, nella gara d'appalto per la gestione dei servizi integrati al Sant'Orsola, poi vinta da Coopservice, arrivò terza. Esito però annullato dal Consiglio di Stato, con il primo posto assegnato a Rekeep. Il progetto di gara venne presentato nel 2017 e, a gennaio 2019, vide la sua definizione. Ma secondo Rekeep (società precedentemente incaricata dello stesso ruolo) e L'Operosa (pure lei terza), vi fu un'incompatibilità imputata a Storchi, che, stando all'accusa, non notificò tempestivamente la parentela con il presidente del cda e il fatto di essere stato dipendente di Coopservice dal 1998 al 2004. Commissione. Da qui la decisione del Sant'Orsola, «per favorire il più possibile un clima sereno nella gestione di questa complicata vicenda amministrativa». Storchi, ricorda ancora la nota, «pur essendo uno dei numerosi componenti del team di progetto che ha redatto il capitolato di gara al pari di altri professionisti, non ha partecipato in alcun modo alla commissione di gara che ha valutato le offerte, né ad attività di consulenza o supporto». Considerato, quindi, che il «conflitto di interessi che era stato escluso dai giudici di primo grado e che ora viene ritenuto dall'appello un rischio potenziale», l'Azienda rimane in attesa «degli accertamenti penali e ha inviato una segnalazione alla commissione di disciplina». «Restiamo qui». Intanto proprio Coopservice non ci pensa nemmeno di uscire dal Sant'Orsola tant'è che il 24 agosto ha intimato all'Azienda di non rendere operativo «il subentro della concorrente prima della conclusione delle azioni legali che stanno intraprendendo». La partita, insomma, è appena all'inizio. Nicola Bianchi