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11/04/2020

Appalto sospetto al Policlinico: tre assolti

Corriere di Verona

«Il fatto non sussiste, gara regolare»: cadono le accuse ad ex deputato e 2 manager
«Il fatto non sussiste» secondo il Tribunale di Verona che ha assolto tutti e tre gli imputati finiti a processo con l'accusa di turbativa d'asta per un presunto appalto «su misura» della società, la Gutenberg srl di Arezzo, che se lo sarebbe poi aggiudicato. Sono cadute dunque le accuse contestate all'ex deputato aretino dei Ds Vasco Giannotti, alla moglie Giorgia Artiano, contitolari della «Gutenberg» e Stefano Cencetti, e a ex direttore sanitario del Policlinico modenese. La vicenda ruotava attorno a un presunto appalto «cucito addosso» alla società che se lo sarebbe poi effettivamente aggiudicato. Questo il sospetto che gravava sul bando che, nel 2012,venne indetto per organizzare al Policlinico di Verona un corso di formazione riservato agli addetti al settore sanitario. Secondo la Procura, quella gara sarebbe stata messa a punto «su misura » della Gutenberg srl di Arezzo, azienda specializzata proprio «in percorsi e programmi di formazione all'insegna dell'innovazione». A 8 anni di distanza da un appalto a cui la stessa società toscana uscita vincitrice aveva in seguito deciso di rinunciare per sopraggiunte complicanze economiche, i tre imputati sono stati assolti perché, secondo i magistrati, non è stata raggiunta la prova dell'illiceità della gara d'appalto. Al contrario, invece, la Procura ipotizzava la predisposizione di un avviso pubblico «taroccato» che mirava a individuare un partner nel campo della formazione. In altre parole, stando agli inquirenti,i vertici della sanità veronese e la Gutenberg dell'ex deputato e cons o r t e a v r e b b e r o d o v u t o avviare insieme un progetto per formare il personale. Ma lo avrebbero fatto sulla base dell'atto che si ipotizzava fosse stato «truccato». Il ruolo di intermediario, invece, sarebbe stato svolto da Cencetti. All'epoca comunque tutto ciò non divenne mai realtà, visto che la stessa Gutenberg si sarebbe alla fine tirata indietro dal progetto dopo aver subito perdite finanziarie. Ciò non toglieva però che, secondo l'accusa, il bando fosse stato effettivamente «pilotato». Inizialmente, quando partì l'inchiesta a Modena nel 2015, le persone coinvolte erano di più: a Verona, a condividere con i tre manager l'accusa di turbativa d'asta, risultavano nella fase delle indagini preliminari anche gli allora direttore sanitario dell'Azienda ospedaliera Pier Paolo Benetollo e il dirigente medico Stefano Tardivo. Entrambi, comunque, erano poi usciti indenni dall'inchiesta e nei loro riguardi le accuse non avevano trovato conferme. Tutt'altra sorte invece per i tre manager toscani, finiti a processo: ma anche pe loro, alla fine, il caso si è chiuso con l'assoluzione. La. Ted.

Foto: Ex deputato Vasco Giannotti