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01/07/2021

Appalto servizi crematori Gli atti vanno alla Procura

QN - Il Resto del Carlino

Un altro 'caso appalti' in vista per il Comune di Reggio Emilia? A far tremare i palazzi in zona Piazza Prampolini è la decisione Tar di Parma per ciò che riguarda l'affidamento del servizio di cremazione del cimitero di Coviolo: degli atti della gara d'appalto, infatti, «va disposta la trasmissione alla Procura della Repubblica per i profili di competenza». La sentenza è stata emessa lo scorso 24 marzo e pubblicata l'11 giugno. La vicenda vede parti in causa oltre all'amministrazione - come stazione appaltante - le ditte che hanno partecipato alla selezione. Tutto è iniziato a ottobre del 2019 quando il Comune ha bandito una procedura ad evidenza pubblica del valore di 156.000 euro per la gestione biennale del forno crematorio del cimitero cittadino. Ad aggiudicarsi l'appalto era stata a marzo del 2020, in piena pandemia, la ditta bolognese Altair. Una delle tre aziende che avevano partecipato alla gara d'appalto, la Bertolotti Aldo & C, aveva però contestato l'aggiudicazione e presentato ricorso al tribunale amministrativo, eccependo una lunga serie di violazioni. Nonostante le censure avanzate nei confronti dell'operato dell'amministrazione fossero state giudicate "infondate," il ricorso era stato accolto. La ricorrente si era tuttavia vista negare la sua richiesta di subentro nel contratto e di risarcimento del danno "stante la natura dei vizi accertati, relativi alla valutazione di due sub criteri". Questa prima sentenza è passata in giudicato il 6 novembre dell'anno scorso. Circa un mese più tardi, il 16 dicembre 2020, il Comune ha proceduto con affidamento diretto ad assegnare proprio ad Altair la gestione delle operazioni di cremazione nel cimitero per il primo semestre 2021, per "poter procedere agli atti indispensabili per una nuova aggiudicazione", che per l'ente avrebbe richiesto "un tempo non inferiore a sei mesi". La Bertolotti ha quindi presentato un nuovo ricorso, ritenendo il nuovo affidamento "elusivo" della precedente sentenza del Tar. Il ricorso, hanno in questo caso ritenuto i giudici "è infondato nel merito e va respinto". Per i giudici la "riconferma" della società di Bologna non costituisce un'elusione del precedente giudicato perché tale atto -la prima sentenza- pur annullando gli esiti della gara, "non ha disposto puntualmente circa l'assegnazione del servizio di cremazione (che, con tutta evidenza, non può subire alcuna interruzione, soprattutto in questo periodo) nel periodo necessario a predisporre la documentazione per una nuova gara e per il suo svolgimento". Anzi, secondo il Collegio giudicante, la decisione del Comune di dare l'incarico alla società che già gestiva il servizio (Altair) rispondeva "ai richiesti canoni di efficienza evitando subentri che avrebbero potuto rendere il predetto servizio meno efficace per i fisiologici periodi di avvicendamento". Viene infine sottolineato che, in attesa del giudizio sul primo ricorso di Bertolotti, piazza Prampolini non aveva "prudenzialmente" stipulato alcun contratto con la società vincitrice del bando.