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08/06/2019

Appalto rifiuti pilotato: quattro negano tutto, uno non risponde

Il Messaggero

CERVARO
Hanno respinto tutte le accuse, distinguendo le varie posizioni. I cinque arrestati nell'operazione Malaffare, su un presunto appalto pilotato al Comune di Cervaro per la gestione della raccolta differenziata, sono comparsi dinanzi al Gip del Tribunale di Cassino, Vittoria Sodani.
A finire ai domiciliari, martedì scorso, era stato il sindaco Angelo D'Aliesio, gli assessori Vincenzo Ricciardelli e Gino Canale, ma anche il tecnico comunale Enzo Pucci e l'imprenditore di Veroli Alfredo Coratti, titolare della Tac Ecologia. Un appalto pilotato in cambio di assunzioni e dunque voto di scambio. Proprio l'imprenditore, assistito dagli avvocati Giampiero Vellucci ed Emanuele Carbone, per due ore alle domande del Gip e del Pm Emanuele De Franco.
GLI INTERROGATORI
Nessuna collusione con il sindaco e gli altri amministratori, nessuna manovra nel bando, tantomeno accordi sulle assunzioni, anche perché due assunti erano già dipendenti della precedente ditta che gestiva il servizio di raccolta differenziata. Un terzo dipendente, invalido, ha fatto causa alla Tac Ecologia. Così si è difeso L'imprenditore Coratti. Hanno respinto le accuse anche il sindaco D'Aliesio e l'assessore Canale, Ricciardelli si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tutti difesi dai avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola, hanno rimarcato l'estraneità ai fatti. Il sindaco ha sottolineato che i due assunti erano già dipendenti della precedente ditta e che, le tre telefonate all'imprenditore Coratti, erano il frutto di un normale rapporto tra amministratori anche perché la gara è stata espletata dalla stazione appaltante nella quale gli amministratori non hanno voce in capitolo. Nessun patto corruttivo perché alla Tac Ecologia sono state elevate contestazioni e sanzioni.
Anche il tecnico comunale Enzo Pucci, difeso dagli avvocati Sandro Salera e Giuseppe Di Mascio, ha dato i dettagli alla sue contestazioni. Al tecnico Procura e carabinieri forestali, contestano la mancata richiesta di spiegazioni all'offerta, ritenuta dagli inquirenti, anomala pari al 2,99 percento di ribasso sull'importo di un milione di euro. Pucci si è difeso dicendo di non aver chiesto lumi alla Tac Ecologia, perché era ditta conosciuta che, già da un anno, stava gestendo il servizio di raccolta differenziata in via provvisoria. Le difese, tranne che per Coratti, hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari. Si attende la decisione del Gip.