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03/07/2020

Appalto pulizie, la resa dei conti

Corriere di Savigliano

L'Amministrazione è stata accusata di non aver pensato alle conseguenze sulle dipendenti
Anche la maggioranza critica la scelta dell'Amministrazione
di andrea giaccardi I panni sporchi si lavano in famiglia. Ma se la famiglia è la coalizione di centrosinistra che da tre anni amministra la città e il panno da sciacquare l'appalto per la pulizia del municipio, la questione non può essere privata. Come hanno fatto notare dai banchi dell'opposizione, se l'argomento fosse stato messo ai voti avrebbe rischiato di compromettere la tenuta della maggioranza. Perché questa volta nessuno ha fatto sconti, anche se i toni sono stati più contenuti rispetto a quelli - come riportano fonti accreditate - usati nelle riunioni interne. Significativa la scelta di tenere nelle retrovie i portavoce ufficiali, i capigruppo Rocco Ferraro (La Nostra Savigliano) e Pasquale Portolese (Partito Democratico), personalmente vicini ai sindacati, mandando avanti rispettivamente Tonino Rimbici e Roberto Lopreiato. L'INTERPELLANZA Ad accendere la miccia, l'interpellanza del pentastellato Antonello Portera sull'arcinota questione dell'appalto per la pulizia dei locali comunali, che di fatto ha portato a una riduzione di circa un terzo delle ore di servizio delle otto dipendenti dell'impresa che se l'è aggiudicato (con inevitabili ricadute sullo stipendio). Il consigliere ha domandato il perché di questo taglio (« Il monte ore precedente era troppo alto o esigenze di bilancio?» ) e quali cautele siano state adottate per salvaguardare l'occupazione. IL FUOCO AMICO Ancor prima della risposta, l'affondo degli alleati. Rimbici, pur riconoscendo l'ineccepibilità formale dell'appalto, ha parlato di amarezza e dispiacere, chiedendo l'istituzione di un tavolo di concertazione per tutelare maggiormente le lavoratrici, oggi in sofferenza. Dal canto suo, Lopreiato ha riconosciuto l'errore del Partito Democratico «nel non aver vigilato sull'attività dell'Amministrazione» , scoprendo soltanto a cose fatte il risultato - e le conseguenze - della gara. «Non siamo sereni - ha detto il consigliere dem -. Le addette alle pulizie hanno subito un grave danno morale ed economico, siamo solidali con loro. Ora tocca al sindaco trovare una soluzione per correggere la rotta anche perché ci troviamo di fronte a un paradosso: meno ore di servizio in un momento in cui viene richiesta una maggior cura nella sanificazione e pulizia di uffici e locali per prevenire nuovi contagi». LA DIFESA DELLA GIUNTA La difesa dell'Amministrazione è stata affidata all'assessore ai Lavori Pubblici, Edilio Camera, che si è concentrato sugli aspetti tecnici. Ha spiegato come nel capitolato (predisposto prima dell'emergenza virus) fosse stato indicato un monte ore indicativo, seguendo le linee guida dell'Anac (che tengono conto della frequenza dei passaggi e delle superfici da pulire), ma che la valutazione della commissione «è stata fatta sulla qualità complessiva del servizio offerto», mentre a tutela delle lavoratrici è stata inserita la clausola di salvaguardia sociale, che ha obbligato l'impresa subentrante a non lasciare per strada il personale in servizio. LE REAZIONI Una risposta che non ha accontentato la minoranza, che non ha perso occasione per sottolineare le incrinature all'interno dei gruppi di centrosinistra. Per Piergiorgio Rubiolo (Progetto per Savigliano), l'appalto è stato sottostimato e il risparmio per le casse del municipio (si parla di circa 40 mila euro) è minimo rispetto ai rischi di un peggioramento della qualità del servizio. «È chiaro a tutti che se questa questione oggi fosse messa ai voti, il sindaco sarebbe stato sfiduciato. La maggioranza faccia una riflessione» , ha aggiunto il capogruppo della civica. Monte ore ridotto uguale taglio degli stipendi era un'equazione che secondo Tommaso Gioffreda (Savigliano 2.0) era semplice da prevedere. «Ancora una volta, e in quest'occasione dai banchi della maggioranza, emerge come il sindaco agisca senza informare nessuno, senza consultarsi con altri. Questo è inaccettabile. Ci sono ancora due anni prima della fine del mandato, ma se si prosegue su questa strada sarà impossibile raccogliere i cocci alla fine» , ha detto Gioffreda. L'attacco più duro è arrivato dal Movimento Cinque Stelle. Pur non risparmiando critiche al sindacato (« L'interesse dell'Amministrazione deve essere quello di tutti i suoi cittadini, cercando soluzioni per essere più efficienti e oculati nella gestione del denaro pubblico »), Portera se l'è presa con la gestione "pilatesca" della questione, liquidata nei giorni scorsi dal sindaco con una scarna nota stampa in cui sosteneva che l'appalto fosse stato predisposto dai funzionari degli uffici comunali e che la rimodulazione dell'orario rientrasse nelle normali contrattazioni tra lavoratori e azienda su cui il Comune non può e deve intervenire. «È mancata totalmente la politica - ha detto il capogruppo pentastellato -. Il sindaco se n'è lavato le mani, quando la responsabilità politica è in capo alla sua Giunta. Quel comunicato è un affronto: è chiaro che le gare siano preparate dai tecnici, ma su indicazioni dei politici. Ed è altrettanto ridicolo dire che il Comune non può intervenire in vertenze di lavoro, facendo pressioni com'è avvenuto in decine di crisi aziendali. Se così fosse, bisogna sperare che non accadano altri casi, vedi Ente Manifestazioni» . Secondo Portera, se il sindaco avesse realmente avuto a cuore l'interesse delle lavoratrici si sarebbe adoperato per aiutarne almeno un paio a trovare un'altra occupazione, così da non obbligare l'azienda a tagliare l'orario di tutte, garantendo occupazione piena alle colleghe. IL SINDACO Tirato in ballo da più parti, alla fine, anche il sindaco è intervenuto. « Facciamo un po' di chiarezza. L'appalto è stato fatto a regola d'arte, sono state messe le clausole di salvaguardia ed è stato approntato dai funzionari comunali, proprio come dice la Legge Bassanini, che ha limitato il potere dell'apparato politico - ha spiegato il primo cittadino -. In questo dibattito, c'è un grande assente: la ditta vincitrice, cui nessuno chiede conto. In ogni caso, non lasciamo sole le lavoratrici, siamo al loro fianco. Già oggi, ad esempio, abbiamo affidato loro un servizio straordinario per la sanificazione della sala consiliare, con un evidente aumento delle ore lavorate ». Abituato alla bagarre, Ambroggio non si è scomposto sugli attacchi interni, arrivando addirittura a ringraziare la «maggioranza per il confronto interno che sicuramente sarà arricchente » e invitando i consiglieri del Pd a fare « pressioni sui parlamentari perché venga modificata la legge sugli appalti che presenta queste storture ». Messo all'angolo, il sindaco ha incassato, ma il colpo del KO non è arrivato. " La gara è stata fatta a regola d'arte dai funzionari degli uffici, titolati a predisporla; in ogni caso non lasceremo sole le lavoratrici G. A MBROGGIO sindaco Savigliano " Siamo amareggiati, abbiamo saputo dell'esito a cose fatte; nostra colpa non aver vigiliato R. L OPREIATO Partito Democratico " La politica è la grande assente di questa vicenda; pilatesco scaricare tutto sui tecnici A. P ORTERA Movimento Cinque Stelle " Ennesima prova che il sindaco agisce senza consultarsi con nessuno: è inaccettabile T. G IOFFREDA Savigliano 2.0

Foto: La nuova ditta è entrata in servizio a inizio giugno


Foto: Il dibattito ha infiammato il Consiglio comunale di lunedì