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12/06/2019

Appalto pilotato, Asur chiede 20 milioni

QN - Il Resto del Carlino

APPALTO pilotato per affidare il centro servizi unificato di Fabriano alla Medilife di Roma, l'Asur chiede un risarcimento danni di 20 milioni di euro. Nell'inchiesta, ferma all'udienza preliminare davanti al gup Paola Moscaroli dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura per sette indagati e una società (la Medilife, specializzata nell'erogazione di servizi nel settore sanitario), era finito anche l'ex direttore generale dell'Asur Piero Ciccarelli (originario di Macerata). Inizialmente erano 14 gli indagati raggiungi dal 415 bis ma per la metà di loro le posizioni sono state poi stralciate da questo procedimento. Oltre a Ciccarelli rischiano il processo Alberto Carelli (di Macerata), ex direttore amministrativo Asur, Alberto Lanari (di Senigallia), responsabile dell'esecuzione dei contratti, Massimiliano Picardi (di Roma), il manager legale rappresentante di Medilife, Roberto Dotti (di Roma), dirigente Medilife incaricato della fase esecutiva dell'appalto per il centro servizi, Gabriele Neri (di Novafeltria), membro della commissione di collaudo e Massimo Passeri (di Fabriano), legale rappresentante della Tipoxtil srl. Le accuse, a vario titolo, sono di truffa aggravata, corruzione, falso ideologico e finanziamento illecito dei partiti. Ieri due degli indagati hanno annunciato che faranno richiesta del rito abbreviato, Ciccarelli e Carelli. Sempre ieri è arrivata la costituzione di parte civile, con l'avvocato Stefania Carotti, dell'Asur che ora chiede un risarcimento milionario per i soldi persi e per l'immagine dell'azienda danneggiata. Il giudice ha rinviato l'udienza al 10 ottobre. Le indagini sull'appalto, iniziate nel 2014 dalla Procura di Ancona con i pm Ruggiero Dicuonzo e Andrea Laurino su rapporti tra la società romana Medilife e la sanità regionale, erano state chiuse lo scorso anno. Contestata anche la violazione delle norme sulle campagne elettorali (non sarebbero stati dichiarati contributi elettorali relativo ad un servizio di stampa di 22mila volantini in favore della lista Marche 2020 del candidato alla Regione Gian Mario Spacca) ma caduta l' associazione a delinquere inizialmente ipotizzata. La società aveva vinto l'appalto da 12 milioni di euro per il centro di Fabriano, indetto nel 2009, dal quale però avrebbe erogato servizi qualitativamente e quantitativamente inferiori rispetto a quanto concordato. Un appalto, secondo le accuse, costruito ad hoc per la Medilife, unica partecipante al bando. Per Ciccarelli, le accuse sono corruzione e abuso d'ufficio. L'ipotesi è che abbia esercitato la sua influenza anche quando non era più direttore generale, facendo prorogare di sette mesi l'appalto alla Medilife. A lui la Medilife avrebbe messo a disposizione un autista-segretario, che per la procura sarebbe il prezzo della corruzione. Contestata anche una vacanza a Ponza. Marina Verdenelli