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19/03/2021

Appalto per mascherine e camici a una società di cosmetici Truffa alla Pisana, sei arresti

Corriere della Sera - Fulvio Fiano

I soldi usati per speculare in bitcoin
Domiciliari Misure per i rappre-sentanti della Interna-zionale Biolife, tra cui l'avvocato Pietro Rosati
Una società che commercializzava cosmetici e prodotti di «benessere sessuale», diecimila euro di capitale sociale e 271mila di fatturato annuo, è stata scelta per fornire in emergenza e con massima urgenza sei milioni di mascherine e due milioni di camici alla Protezione civile della Regione Lazio in una commessa da 24 milioni di euro totali aggiudicata senza gara nella primissima fase dell'emergenza Covid. È finita con una truffa fatta di società fantasma in Albania e Turchia, inesistenti fornitori terzi in Egitto e Bulgaria, certificazioni farlocche copiando timbri e firme di una inconsapevole autorità della Repubblica Ceca e due lotti di forniture che si sono rivelati un flop in un momento in cui c'era massimo bisogno di proteggere la popolazione: in ritardo di cinque mesi le mascherine (e con valore di mercato sensibilmente sceso), inutilizzabili i camici. Il tutto mentre i truffatori usavano i soldi della Regione per rivendere Dpi ad altri clienti, arricchendosi con conti in bitcoin o pagandosi spese personali come la retta universitaria di un figlio.

Un nuovo capitolo giudiziario si somma e si intreccia con quello della mancata fornitura di 37,5 milioni di mascherine e camici alla Protezione civile del Lazio da parte della Ecotech (commercio di lampadine come ragione sociale) nell'operazione condotta dalla Gdf di Taranto e dalla locale Procura: sei persone sono fi nite ai domiciliari con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alle truffe per le forniture di dispositivi di protezione individuale, al riciclaggio e all'autoriciclaggio. Sono i rappresentati della Internazionale Biolife srl alla quale a sua volta si era rivolta Exor, intermediaria di Ecotech per il reperimento di mascherine mai arrivate dalla Cina, una volta appurata la propria impossibilità di recuperare la merce. Ai domiciliari vanno l'avvocato romano Pietro Rosati, e poi Luciano Giorgetti, Giacomo De Bellis, Antonio Formaro, Francesco Oliverio e Raffaele Buovolo. Sequestrati i 4 milioni di euro anticipati dalla Regione.

Come per la Ecotech, l'inchiesta non entra nella scelta di queste forniture affidate senza i necessari controlli anche per il loro carattere di urgenza e in virtù dell'apposita normativa in deroga Come riassume il gip:«Biolife non aveva idea di dove recuperare la merce quando ha firmato il contratto». Agli indagati viene contestata l'aggravante di aver fatto venire meno un bene «destinato ad ovviare a un comune pericolo».


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Mascherine «fuorilegge» sequestrate dalle forze dell'ordine